Italia
Operatori della moda Poche iscrizioni e il corso sparisce
Al liceo artistico Brunelleschi avevano presentato domanda soltanto sedici studenti. Politici amareggiati
MONTEMURLO. Mentre in tutta Italia si registra un boom di richieste per l'iscrizione agli istituti professionali, a Montemurlo il corso per operatori della moda, voluto da Provincia e Comune nel liceo artistico "Brunelleschi" di Oste, non è mai stato attivato. Non venne attivato lo scorso anno quando era una cosa del tutto nuova nel panorama dell'offerta formativa pratese, e non sarà attivato quest'anno nonostante le sedici richieste pervenute all'istituto. «Troppo poche - ammette Ivo Regoli, preside del liceo "Livi" cui l'istituto "Brunelleschi" di Oste è stato accorpato - L'anno scorso ho creduto che l'ostacolo principale potesse essere rappresentato dalla novità del corso, quest'anno invece, dopo averlo inserito nell'attività di orientamento fatta in tutte le scuole medie, il numero non è stato raggiunto lo stesso. Probabilmente intorno a questo corso ci sono dei dubbi - prosegue - Soprattutto sui suoi sbocchi professionali, visto anche la condizione in cui versa il settore tessile pratese». In poche parole sembrano averla avuta vinta le 39 insegnanti del "Brunelleschi" che nel 2010, con una lettera indirizzata al Comune e alla Provincia, protestarono contro l'attivazione del corso professionale perché, dissero, l'istituto d'arte non aveva mai avuto una vocazione professionale. Aggiungendo quello che secondo loro rappresentava un paradosso, e cioè che il corso professionale avrebbe avuto non solo più ore di materie culturali ma anche meno ore di laboratorio rispetto al liceo artistico. «Ci sono rimasta male, sul corso per operatori della moda ci ho sempre puntato molto» commenta adesso l'assessore Ambra Giorgi. I malumori non mancano nemmeno in municipio, dove il sindaco Lorenzini, da sempre attento a favorire l'occupazione e anche la formazione delle nuove generazioni, spiega: «Ho sempre detto che in un Comune dove ci sono più fabbriche che abitazioni un corso professionale che leghi i giovani al territorio mi sembra una presenza non solo giusta ma anche fondamentale». La più arrabbiata è probabilmente l'assessore alla pubblica istruzione Rossella De Masi. «La mancata attivazione del corso diventa un grave problema, anche perchè in Comune ne abbiamo ricevuto la notizia solo a decisione già presa - comincia - ci sono stati sedici studenti che hanno fatto richieste e che adesso dovranno velocemente cercare altrove. Si fanno sforzi enormi per l'orientamento alla scelta delle superiori e poi, quando uno sceglie, non viene attivato il corso. Il corso professionale doveva servire a rispondere alla vocazione professionale del nostro territorio».
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