La manifestazione
Le mamme baluardo delle tradizioni
Miao Miao Huang: «Un mio cuginetto si trova spesso impacciato a maneggiare le bacchette»
PRATO. Così "occidentalizzati" nelle abitudini a tavola che finiscono per scordare le loro.
E' l'altra faccia della medaglia di quel processo chiamato integrazione. La tecnica per impugnare le bacchette e muoverle per afferrare un pugnetto di riso, oppure gli spaghetti di soia, può complicare infatti la vita a tanti ragazzini cinesi abituati dalle maestre delle elementari a usare le posate e che si scoprono pertanto "sradicati" in una delle tradizioni asiatiche a tavola per eccellenza.
«Il mio cuginetto frequenta la terza media, è nato in Italia e si trova spesso impacciato a maneggiare le bacchette che ha provato a usare alla fine della scuola elementare», racconta Miao Miao Huang, studentessa universitaria iscritta a scienze erboristiche a Pisa e rappresentante della seconda generazione cinese più attiva a Prato (fa parte del gruppo di "Assemblea Libertà è Partecipazione" che ogni sabato organizza i corsi di conversazione d'italiano al circolo Curiel per i cittadini cinesi). Poi un giorno capita che potresti essere preso in giro dall'amico che invece le bacchette le sa usare bene e che devi presentarti a una cena con i parenti. «Il ritorno all'uso delle bacchette è un modo per non perdere le proprie radici», sottolinea Miao.
A questo stanno attente anche le mamme cinesi con figli molto piccoli. Valentina Chen, ad esempio, di professione ragioniera (lavora in uno studio di commercialisti italiani) e mediatrice culturale, ha un bambino di quattro anni che frequenta l'asilo italiano.
«La preferenza tra le bacchette e le posate dipende comunque dal tipo di ricette che vengono preparate a casa. Io, ad esempio, cucino spesso italiano e comunque, appena sarà cresciuto, insegnerò a mio figlio come usare le bacchette in modo da conservare le nostre origini».(m.l.)
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