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La storia della “sartoria” raccolta in un volume

La storia della “sartoria” raccolta in un volume

VAIANO. Un modello di solidarietà e di auto aiuto partito da Vaiano che poi si è esteso in Toscana. Tutto è iniziato 23 anni fa da un gruppo di rammendine a domicilio, arrivato il momento della...

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VAIANO. Un modello di solidarietà e di auto aiuto partito da Vaiano che poi si è esteso in Toscana. Tutto è iniziato 23 anni fa da un gruppo di rammendine a domicilio, arrivato il momento della pensione, hanno deciso di mettere a disposizione degli altri le proprie capacità; è nata così all' interno di un garage la Sartoria.

Il primo lavoro è stato fatto per una missione indiana che aveva bisogno di vestiti per bambini, oggi le 40 donne che formano la Sartoria confezionano anche le Pigotte per l'Unicef e collaborano al progetto Ricicliamoci fornendo i prototipi per le borse che poi vengono realizzate dalle carcerate. Tutta la storia delle Sartorie, affiliate all'Auser, è stata raccolta nel libro Mani solidali, presentato ieri mattina a Vaiano.

«Ancora una volta - ha sottolineato il sindaco Annalisa Marchi - da Vaiano è partito un modello di solidarietà con un duplice scopo, aggregare persone e sostenere il volontariato. Si tratta di una vera e propria politica della salute».

Nel libro sono raccolte, suddivise per provincia, tutte le esperienze delle Sartorie, che a Prato sono solo in Val di Bisenzio; due a Vaiano e una a Vernio composta per metà da donne italiane e per l'altra metà da straniere.

Dietro il prezioso lavoro di tante donne, c'è anche il sostegno del mondo industriale che fornisce la materia prima.

La prima collaborazione con un noto industriale risale agli anni 90 quando chiese di realizzare una bambola vestita con i tessuti della sua collezione, poi sono nate quelle con Emergency e altri enti benefici. «Spesso - spiega Adriana Sensi curatrice del libro - le Sartorie contribuiscono anche con offerte a progetti locali utilizzando il ricavato dei loro lavori, inoltre da qualche hanno si è iniziata anche una politica di conoscenza verso i giovani attraverso incontri nelle scuole per presentare l'arte del cucito, unita alla voglia di stare insieme per compiere del bene». Oltre a Vaiano e La Briglia in Val di Bisenzio nel 2011 è nata anche una Sartoria a Vernio composta da 15 volontarie che propongono i loro lavori alle feste paesane per poi devolvere il ricavato al Meyer o alla Fondazione Pitigliani. Il filo conduttore, resta però, la solidarietà e la voglia di restare attive nonostante gli anni passino e non sempre è facile infilare il filo nella cruna dell' ago.

Alessandra Agrati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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