Il Tirreno

Prato

«Il digestore distruggerà le Pantanelle»

«Il digestore distruggerà le Pantanelle»

Il comitato di Casale chiede una nuova collocazione per l’impianto e che fine ha fatto il progetto di quello per riciclare

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PRATO. La cosa che sta più a cuore al Comitato ambientale di Casale è la tutela dell'area umida delle Pantanelle. Ed è dei progetti relativi allo smaltimento di rifiuti su quell’area che tratte la sesta puntata di “C’è posta per l’assessore”.

Il comitato di Casale, per voce del presidente Sergio Benvenuti, afferma che «in questi anni abbiamo cercato di fare di tutto affinchè quell'area non diventasse l'ennesima zona industriale. Putroppo però nel Piano interprovinciale dei rifiuti appena adottato dalle Provincie Firenze-Prato-Pistoia, è stato inserito il progetto del digestore anaerobico all'interno dell'area del depuratore Gida e se questo andrà in porto - continua- cambierà definitivamente i connotati a tutta l'area». Al posto degli aironi cenerini e dei cavalieri d'Italia - sostiene il comitato - ci saranno i camion che trasporteranno, in entrata, rifiuti organici provenienti da tutta la Piana, ed in uscita, il prodotto ancora in fase di decomposizione che dovrà trasformarsi in compost nell'impianto di Vaiano.

Un merito però Comune e Provincia, secondo il comitato, ce l’hanno: la riqualificazione del lago delle Pantanelle attraverso il progetto Life Natura finanziato anche dalla Ue: «Ma se le stesse amministrazioni - dicono - appoggiano il progetto del digestore in quell'area, questo investimento non avrà più alcun senso e si risolverà in uno spreco di denaro pubblico».

Il comitato di Casale chiede all’assessore all’Ambiente, nonché vicesindaco, Goffredo Borchi: «se il Comune è favorevole a localizzare l'impianto nell'area del Calice oppure se ha intenzione di proporre altre localizzazioni più congeniali».

«Sempre con riferimento al Piano dei rifiuti - aggiungono - abbiamo notato un cambiamento di linea strategica da parte dell'amministrazione comunale che in campagna elettorale aveva promesso di voler cambiare radicalmente le metodologie di gestione dei rifiuti urbani ispirandosi alle recenti direttive europee che prevedono in primis le politiche di riduzione a monte, poi il riciclo ed il recupero delle materie prime e solo successivamente l'incenerimento e la discarica».

Promesse, secondo i comitato, non mantenute: «Il piano invece prevede la nuova costruzione e l'ampliamento di inceneritori con annesse nuove discariche per lo smaltimento delle ceneri, in buona sostanza un piano obsoleto e fuorilegge datato 20 anni fa.Non pensa che il Comune di Prato - è la domanda - nelle sue osservazioni al Piano, dovrebbe proporre sistemi alternativi di gestione dei rifiuti urbani, in linea con quanto promesso in campagna elettorale, rispetto a quelli proposti dal Piano interprovinciale dei rifiuti?»

E ancora: «Vorremmo sapere che fine ha fatto il progetto dell'impianto di riciclo sull'esempio di quello del centro riciclo di Vedelago che è in grado di riciclare pressoché ogni tipo di materia plastica».

Infine: «Come mai con la previsione di incrementare la raccolta differenziata fino al 65%, Asm prevede di dover incrementare la Tia di circa il 30%, quando nelle province italiane più virtuose che hanno già raggiunto questi obiettivi, a seguito della riduzione dei costi, le tariffe non sono state aumentate e si attestano a circa la metà di quelle attualmente pagate dai pratesi»? (c.o.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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