Il Tirreno

Prato

Un presidio per garantire la continuità sanitaria

di Alessandra Ágrati

Parte la sperimentazione: in orario notturno, nei giorni prefestivi e festivi sarà a disposizione la guardia medica per malati con patologie acute e croniche

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PRATO. Da Prato parte la sperimentazione del presidio di continuità assistenziale, una struttura a mezza strada fra l'ospedale e la cura domiciliare, dove il ricovero in tempi definiti è organizzato per intensità di cura. In attesa di trovare la giusta collocazione all' interno del nuovo ospedale la struttura è gestita, come responsabilità organizzativa, all'unità Cure primarie e prevede: un medico responsabile del Presidio, un infermiere coordinatore un medico responsabile clinico, un infermiere referente, medici specialistici (neurologi, fisiatri, geriatri). In orario notturno (20 - 8) e nei giorni festivi e prefestivi, l'assistenza sarà garantita dai medici della guardia medica. I pazienti ospitati hanno patologie acute o croniche che non richiede il ricovero in reparto per acuti, ma non consente nemmeno la permanenza o il ritorno a domicilio. Sono pazienti che necessitano ancora di una fase di osservazione e di continuità terapeutico - riabilitativa e debbono recuperare la loro autonomia personale. La fase pilota prevede l'inserimento di pazienti, provenienti dall'ospedale, che necessitano di riabilitazione post acuta intensiva extraospedaliera per frattura di femore e di ictus e di pazienti provenienti dal proprio domicilio affetti da particolari patologie.

Oltre al presidio l'azienda dispone di 731 posti letto in residenze sanitarie assistenziali (Rsa) autorizzati, di cui 552 convenzionati e 79 posti in centri diurni per anziani, di cui 69 convenzionati. Inoltre consistente è il numero di interventi in assistenza domiciliare programmata attivati nell'ultimo triennio, che hanno interessato circa 5.000 pazienti/anno, quelli in assistenza domiciliare integrata che, nel primo semestre 2011, interessavano 871 assistiti, quelli di assistenza domiciliare sociale, che è passata dai 433 assistiti del 2006 ai 661 del 2010 e, infine, quelli di assistenti familiari (attualmente 445 assistiti usufruiscono o di una badante o di un care giver familiare.

Per gli stranieri temporaneamente presenti, è attivo da diversi anni, un percorso dedicato, nell'ambito delle "Dimissioni difficili". Grazie, infatti, alla collaborazione con Solidarietà Caritas, ramo onlus della Diocesi e col Comune di Prato, è stato allestito un ambiente (presso la struttura Casa Betania di via Pistoiese, 247) dove queste persone possono ricevere le cure e l'assistenza sanitaria necessaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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