La manifestazione
Maxi-sequestro Sasch Testimone si sente male
Una ex dipendente del Gruppo accusa un malore durante l’udienza sul ricorso e finisce all’ospedale. A giorni inizierà la perizia sulla situazione contabile
PRATO. Il nervosismo o l’emozione di trovarsi davanti a un giudice e a una schiera di avvocati ha fatto un brutto scherzo ieri pomeriggio a una ex dipendente della Sasch, chiamata a testimoniare nell’udienza sul ricorso contro i sequestri milionari decisi dal giudice Raffaella Brogi nei confronti di 17 ex amministratori del gruppo che fa capo al sindaco Roberto Cenni.
Erano da poco passate le 14 quando la donna ha accusato un malore ed è stato necessario chiamare un’ambulanza per trasportarla all’ospedale, dove è stata sottoposta ad accertamenti. Nulla di preoccupante, sembra. La testimone ha lasciato l’aula grande al secondo piano su una carrozzina e poi è stata portata al “Misericordia e Dolce”.
E’ stato il momento più agitato di un’udienza che si è protratta dalla mattina fino al tardo pomeriggio. I cronisti, su disposizione del giudice Brogi, sono stati tenuti fuori dall’aula, mentre i curatori fallimentari Leonardo Castoldi e Sonia Chiti, insieme a una agguerrita batteria di avvocati, hanno sottoposto a una serie di domande quattro testimoni, tutti ex dipendenti del Gruppo Sasch già ascoltati dai curatori Castoldi e Ricci (quest’ultimo poi dimissionario e sostituito dalla dottoressa Chiti).
Il giudice è chiamato a decidere sul ricorso contro i sequestri di beni mobili, immobili e conti correnti per un valore di 82 milioni di euro disposto lo scorso 14 febbraio nei confronti di Roberto Cenni, di alcuni suoi familiari, della famiglia Giovannelli e di altri ex amministratori del gruppo.
Alla precedente udienza del 21 marzo erano stati messi sotto torchio due ex dipendenti del settore contabile della Sasch. Ieri è toccato ad altri quattro.
Tutti in precedenza erano stati sentiti dai curatore Castoldi e Ricci e avevano parlato di presunte irregolarità nella gestione contabile dell’azienda. Secondo le poche voci trapelate fuori dall’aula, qualcuno potrebbe aver in parte corretto le sue precedenti affermazioni, ma nessuna delle fonti vuole metterci la faccia, e dunque bisogna prendere tutto con le molle.
Solo al termine della procedura si potrà capire se la richiesta di sequestro dei curatori, poi accolta dal giudice, era fondata su dati di fatto.
Intanto il prossimo 2 aprile il consulente contabile del giudice, Marco Bianchi, inizierà la sua relazione per la quale si è preso un paio di mesi di tempo. Questo significa che si dovrà attendere fino ai primi di giugno per apprendere eventuali novità.
Nel frattempo continuerà la sfilata dei testimoni davanti al giudice Brogi. Una nuova udienza è stata fissata per il 23 aprile.
Il giudice dovrà pronunciarsi anche su alcuni dissequestri parziali, per un valore molto basso rispetto alla massa totale, richiesti dalle parti.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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