Sicurezza
Appello delle associazioni «Cinesi, pagate le tasse»
Marini: «Adesso a Pechino capiscono cosa vuol dire aver rovinato i singoli paesi» Gestri: «È la risposta a ciò che chiediamo, un passo avanti verso l’integrazione
PRATO. «Pagate le tasse e siate più sobri». L'appello arriva dalle Associazioni cinesi di Prato e Firenze ma l’ispirazione è del Consolato della Repubblica popolare cinese a Firenze, Zhou Yunqi, che l'ha trasmesso alla Prefettura di Prato con qualche considerazione sullo stato dell’integrazione della comunità cinese a Prato. La sostanza della lettera ha diviso in due il mondo economico e politico pratese: per qualcuno si tratta di cambio di passo verso l'integrazione, altri, invece, temono che l'invito esplicito a riconsiderare i comportamenti assunti finora tenendo conto del “difficile momento economico che vede le aziende italiane effettuare massicci licenziamenti a fronte del calo" sia dettato da motivi di convenienza e opportunità.
«E' un input che arriva dalla centrale per motivi principalmente economici - sostiene il presidente dell'Unione industriale Riccardo Marini - ora che i consumi mondiali sono crollati e che anche il mercato interno si è fermato, i cinesi della madrepatria stanno sperimentando sulla propria pelle cosa significa aver rovinato l'economia dei singoli paesi ritrovandosi con un surplus di produzione che non riescono a smaltire. Di conseguenza la Cina registra un calo delle esportazioni intorno al 60 per cento, ma non può permettersi di perdere il mercato estero, altrimenti il paese va in crisi».
«Forse anche alla Cina interessa che l'Italia raggiunga maggiore stabilità economica per fare affari migliori», commenta il presidente degli artigiani di Confartigianato Luca Giusti. «Tuttavia - aggiunge - se il messaggio fosse recepito, sarebbe un bel cambiamento nel mondo delle relazioni economiche tra imprenditori pratesi e comunità cinese locale».
Di questo è convinto il presidente della Provincia Lamberto Gestri, di ritorno proprio ieri da Pechino.
«Questa lettera è la risposta a quello che noi chiediamo da tempo ai cinesi - afferma il presidente - un passo avanti verso l'integrazione veicolato attraverso un messaggio, che non potrà rimanere inascoltato, poiché nelle scelte dei cittadini cinesi l'atteggiamento assunto dal potere politico gioca un ruolo determinante».
Positiva anche la reazione dell'assessore alle Politiche d'immigrazione Giorgio Silli: «Il fatto che ci siamo assuefatti a questa situazione non ci deve far stupire della disponibilità della console a svolgere il suo dovere, pur prendendo atto che nessuno l'aveva mai fatto prima. Sono convinto che una piccola parte della comunità cinese locale, probabilmente i più giovani, recepirà il messaggio, anche e se non prevedo possa portare a un immediato cambiamento dei costumi».
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