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Prato

Crollo del fatturato crisi alla MariCart 31 dipendenti a casa

di Ilenia Reali
Crollo del fatturato crisi alla MariCart 31 dipendenti a casa

I titolari negano la cassa integrazione fino al 31 dicembre Il commercialista: «Non si possono più sostenere i costi»

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PRATO. La crisi non è finita e non si limita a creare nodi intricatissimi solo nelle aziende di filati e tessuti.

Oggi tocca alla MariCart di via Toscana che ha inviato le lettere di licenziamento per tutti i suoi dipendenti, 31 persone. A portare l’azienda a questa decisione una diminuzione verticale del fatturato che dai 10-11 milioni di euro di 4-5 anni fa è passata ai 4-5 attuali. Situazione a cui si sono sommati gravi problemi di liquidità. Nella giornata di oggi è fissato un incontro in Provincia per vedere se proprietà e sindacati arriveranno a un accordo: da una parte si chiede il prolungamento della cassa integrazione fino a fine anno, dall’altra invece si vuol andare avanti con la mobilità. «L’azienda - spiega il Attilio Coco, commercialista dell’azienda - non può permettersi di continuare a pagare le spese della cassa integrazione tra l’altro aperta già da un anno. Stiamo mettendo a punto una ristrutturazione profonda a seguito della diminuzione del fatturato e quindi si devono fare interventi decisi. Del resto sappiamo già che i dipendenti esterni alla gestione familiare sono in esubero».

Ancora non è stato deciso cosa accadrà dell’azienda. Si parla di concordato. «Non abbiamo ancora deciso - è sempre il professionista a parlare - ad ora stiamo cercando di trovare un accordo con i creditori e le banche. Non sappiamo se sarà concordato o altro. Una cosa è certa, l’azienda non cesserà l’attività».

Dichiarazioni che non collimano con le lettere di licenziamento inviate in queste ore ai dipedenti proprio per cessazione aziendale. Atutto questo comunque sembra esserci una spiegazione.

L’azienda infatti continuerà in un modo o nell’altro la propria attività: con un ridimensionamento oppure, in caso di concordato, con un affitto di azienda. In ogni caso sembra che una parte dei dipendenti, quelli legati alla famiglia dei titolari, rimarrà a lavorare.

Lo dicono i sindacati che in 45 giorni, i termini previsti dalla legge, non hanno trovato un accordo, lo conferma il professionista pratese incaricato di rilasciare dichiarazioni dai soci, i fratelli Mari, che giusto ieri erano nel suo studio per valutare la situazione.

Intanto in azienda i lavoratori erano radunati in assemblea con i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil (Alberto Santini, Giuseppe Viviano e Bruno Bettocchi) dopo che nei giorni scorsi proprio il commercialista pratese li aveva messi al corrente delle decisioni prese dall’azienda.

Una crisi che ha investito un’azienda attiva a Prato da trent’anni e anomala, come tipologia di prodotti, rispetto alle realtà imprenditoriali della tradizione pratese. L’azienda si occupa infatti di importexport di materiale da cartolibreria , di gadget e di prodotti legati alle festività.

Una crisi quindi legata più alla concorrenza internazionale che a dinamiche interne al territorio.

Oggi la Provincia nell’incontro cercherà di trovare un accordo tra sindacato e proprietà nel tentativo di trovare una via d’uscita il meno traumatica possibile per i lavoratori dell’azienda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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