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Prato

Case popolari: «Il bando così non va»

Case popolari: «Il bando così non va»

Le critiche del Partito democratico. Mondanelli: «Le regole sono quelle imposte dalla Regione»

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PRATO. Il bando sulle case popolari destinato alle giovani famiglie non piace al Pd che solleva una question time in consiglio comunale e ventila anche la possibilità che il bando sia nullo in quanto fa riferimento a una delibera del consiglio regionale del 1999. Lo scoglio principale è che le coppie siano sposate, un criterio che impedisce la partecipazione a chi convive e a chi è single.

«La poca adesione al bando - spiega Andrea Colzi consigliere del Pd - secondo noi è dovuta al requisito del matrimonio e non citata all' interno della legge a cui il bando fa riferimento. Chiediamo quindi che a chiusura gli alloggi non assegnati possano essere destinati anche a coppie di fatto, single e coppie omosessuali. Il limite dei 35 anni va assolutamente mantenuto e non aumentato». L'articolo 5 comma 3 recita "Hanno diritto a partecipare al bando di concorso anche persone non legate da vincoli di parentela o affinità, qualora la convivenza sia finalizzata alla reciproca assistenza morale e materiale, sia instaurata e duri stabilmente almeno da due anni alla data e sia dichiarata in forma pubblica con atto di notorietà sia da parte del richiedente sia da parte del convivente". Quindi secondo il Pd a far fede per la durata della convivenza è il certificato di residenza. "A Tavernelle Val di Pesa che si trova comunque in Toscana - spiega Elisa Valdrambini - i criteri adottati sono decisamente meno rigidi e quindi si sono agevolati i giovani indipendentemente dal loro stato anagrafico. La stessa soluzione poteva essere adottata anche a Prato». «Dal 1999 ad oggi - spiega Alberto Vignoli segretario giovani del Pd - la società è cambiata e la stessa Regione Toscana ha superato questa visione, inoltre non è intervenuto mai il sindaco che ha la delega per le politiche giovanili, segno che forse a questa amministrazione dei giovani interessa poco».

La risposta attesa dall’assessore al Sociale Dante Mondanelli non si è fatta attendere. Ha precisato che sono state cento le domande di partecipazione al bando e che i moduli sono andati esauriti: «Quindi una grande partecipazione» , si è trovato d’accordo sul fatto che una legge del 1999 possa essere superata «ma le modalità di assegnazione - ha fatto presente - devono conformarsi alle regole di chi il bando lo finanzia e cioè la Regione». «Più pacchetti di housing sociale avrò - ha proseguito - e meglio sara».

Alessandra Agrati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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