Sicurezza
Cala il bisogno di asili, aumenta quello di spazi gioco
PRATO. Mentre le richieste di accesso ai nidi e alla scuola dell’infanzia diminuiscono, ad aumentare è la domanda di servizi di ludoteca e spazio giochi. E’ quanto emerso dalla fotografia scattata al...
PRATO. Mentre le richieste di accesso ai nidi e alla scuola dell’infanzia diminuiscono, ad aumentare è la domanda di servizi di ludoteca e spazio giochi. E’ quanto emerso dalla fotografia scattata al mondo della scuola in vista di settembre. Quest’anno si contano 60 posti vuoti sparsi tra 12 asili nido comunali e i 32 convenzionati, e anche se c’è tempo ancora fino al 20 aprile per l’iscrizione, le domande d’iscrizione languono. Il calo, probabilmente, è da attribuire alla crisi economica e occupazionale che ha colpito molte famiglie: con la perdita del posto di lavoro diventa più difficile riuscire a pagare la retta e c’è più tempo a disposizione per occuparsi dei propri figli. Da questa riflessione è scaturito un progetto che prevede la trasformazione in centri giochi educativi di due asili comunali, quello di Maliseti e quello di Borgo San Paolo. «Dopo molti incontri con educatori, cuochi, sindacati e personale - spiega l'assessore comunale alla Pubblica istruzione Rita Pieri - abbiamo deciso di diversificare di due asili nido comunali in strutture adibite a servizi integrativi proprio per rispondere alle esigenze delle famiglie. Segno evidente che tra i genitori c’è comunque la consapevolezza dell’importanza del gioco per i bambini. Un'amministrazione comunale che investe 4 milioni di euro sul settore non può permettersi di disperdere risorse economiche e deve venire incontro alle esigenze dei propri cittadini».
Per la prima volta il calo delle domande interessa anche la scuola dell’infanzia che, a oggi, ha registrato 1.487 iscrizioni contro le 1544 di quest’anno. «In questo calcolo - aggiunge l’assessore - la percentuale di bambini stranieri si mantiene intorno al 30 per centro».
Quanto alla scuola dell’obbligo, la novità sostanziale riguarda la nascita di due nuovi istituti comprensivi, Est e Nord, come previsto dalla legge che tiene conto delle dimensioni: il primo è stato costituito con l’inserimento di due classi delle medie, mentre il secondo con l’accorpamento delle scuole medie Fermi al IV circolo didattico. Chiuse da circa un mese, le iscrizioni alle primarie hanno fatto registrare un calo di due punti percentuali di bambini non nati in Italia che sono passati dal 24 al 22,6%, mentre nelle scuole medie si rileva un piccolo aumento dello 0,50% di stranieri.
Barbara Burzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
