Sicurezza
Rapina alla lucciola: condannati
Pene abbastanza miti per due giovani che aggredirono un’albanese
PRATO. Sono stati condannati i due giovanissimi che erano stati arrestati la notte del 14 ottobre dalla polizia con l’accusa di aver rapinato una prostituta albanese. Giovanni Gueli, 22 anni, difeso da Massimo Mariotti, e Francesco Mati, assistito da Barbara Londi, sono comparsi ieri davanti al giudice dell’udienza preliminare. Il primo è stato condannato a due anni e sei mesi, il secondo a un anno e dieci mesi (pena sospesa). La rapina era avvenuta in via Mascagni, a San Paolo, e i due giovani furono fermati a Poggio a Caiano.
Secondo quanto raccontato dalla lucciola albanese, i due erano a bordo di una Fiat Punto e l’avvicinarono sul viale Fratelli Cervi proponendole una prestazione.
Il terzetto appartò in via Mascagni, ma al momento di pagare i due uomini tirarono fuori due lunghi pugnali e con questi minacciarono la prostituta , costringendola a consegnare loro 450 euro in contanti.
La donna, scaricata dall'auto, riuscì comunque a segnarsi il numero di targa e ad avvertire il fidanzato (probabilmente il protettore).
Insieme si misero alla ricerca dei rapinatori, dopo aver avvertito il 113.
Uno dei due giovani ha anche aggredito gli agenti e per questo è stato chiamato a rispondere di resistenza a pubblico ufficiale.
La differenza tra le pene comminate dal giudice si spiega col fatto che Gueli aveva già dei precedenti specifici.
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