Proteste
«Non volevamo punire i cinesi»
Caverni: il problema è che i locali sono concentrati in quella zona
PRATO. «Non era un’ordinanza contro i cinesi. Fossero stati venezualani sarebbe stato lo stesso». Parola di Roberto Caverni, l’assessore comunale alle Attività produttive che più di altri si era speso per far emettere l’ordinanza sul “coprifuoco”.
«Noi volevamo soltanto tutelare i cittadini dagli schiamazzi - spiega Caverni - E’ vero, ci sono anche locali italiani che chiudono tardi, ma non sono tutti concentrati nella stessa zona. Per questo avevamo pensato a quell’ordinanza. Se poi preferite una città dove ci si possa ubriacare a tutte le ore...».
Insomma, l’assessore è ancora convinto della bontà del provvedimento. «Dopo la liberalizzazione degli orari decisa dal governo Monti ci aspettavamo questa bocciatura - aggiunge Caverni - Ora verificheremo se ai sindaci rimane qualche spazio di manovra ed eventualmente agiremo di conseguenza. Di fatto, al momento, i ristoranti cinesi possono chiudere quando vogliono». L’assessore ammette che anche in altre zone della città c’erano state e ci sono proteste per gli schiamazzi. «Quando abbiamo potuto, abbiamo cercato una composizione bonaria tra chi protesta e chi vuol tenere aperti i locali».
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