La manifestazione
Il Carmignano sorride
Soddisfazioni per i viticoltori del Montalbano aVinitaly
CARMIGNANO. Tornano felici da Verona i viticoltori del Montalbano. Ieri sera si è concluso il Vinitaly, l'importante fiera internazionale dedicata ai vini. «Ed è andata molto bene» commenta Realmo Cavalieri, sommelier del consorzio dei vini di Carmignano e tra i collaboratori della presidente Silvia Vannucci del podere Piaggia.
La prima e più gradita sorpresa è arrivata dai giornalisti della stampa specializzata straniera. «Prima non se ne vedevano» confessa. Quest'anno, grazie anche ai buoni uffici di Paolo Valdastri, grande comunicatore del consorzio di Bolgheri, una dozzina hanno fatto visita allo stand di Carmignano, allestito dalla Camera di Commercio di Prato. Hanno chiesto. Hanno degustato. E sono rimasti stupiti e entusiasti. «Non conoscevano il Carmignano - racconta Cavalieri - ed ora ne scriveranno». I giornalisti, europei ed americani per lo più, porteranno pubblicità. Ma nei quattro giorni di Vinitaly non sono mancati neppure fitti incontri con proprietari di enoteche, ristoratori e naturalmente importatori. Clienti vecchi e clienti nuovi. Agende che si riempiono. Un'occhio in Italia e l'altra al di là delle Alpi, puntato verso i classici mercati anglosassoni e svizzeri, ma anche verso la Russia, la Cina, l'India e il Giappone certo, ma anche il Brasile, che tra i mercati emergenti sembrerebbe tra i più promettenti. Il salone del vino appena concluso ha confermato una tendenza. I vini morbidi e sovraccarichi di legno interessano di meno. I consumatori (e gli importatori) sembrano prediligere ora vini dal taglio più ruvido, vini spigolosi come sanno essere quelli con una sostanziosa base di sangiovese e meno cabernet, non troppo barriccati: vini, in due parole, 'vecchio stile' e più vicini alla tradizione. «L'abbiamo notato - raccontano - e questo trend non può che farci felici. I vini di Carmignano di questa tradizione sono infatti l'espressione massima». Se non tutti, almeno una buona parte: con il cabernet che c'è ma si limita ad arricchire il sangiovese ed è comunque coltivato qui fin dal Cinquecento. Grande interesse anche per i vini biologici e biodinamici. Pure questi a Carmignano esistono. Intanto i produttori guardano avanti e pensano al prossimo appuntamenti. A maggio ci sarà la seconda parte di "Divini Profumi", classica kermesse con i vini di Prato organizzata dalla Provincia. Villa Ambra a Poggio a Caiano ospiterà il 19 maggio l'apertura nazionale di "Bere consapevole", iniziativa promossa dall'associazione dei sommellier dell'Ais. Poi al pomeriggio tutti nei giardini Bonamici di Prato per assaggiare i vini delle fattorie di Carmignano. (w.f.)
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