Il dolore
A “lezione” con gli Etruschi
Due quinte elementari in visita al laboratorio di restauro di Gonfienti
PRATO. Prosegue l'attività di divulgazione svolta dal Gruppo Archeologico “l'Offerente” presso le classi di alcune scuole elementari, attività diretta alla sensibilizzazione dei piccoli alunni nei confronti della materia archeologia in generale, e in particolare di quel patrimonio culturale che è Gonfienti, l'antica città etrusca.
Il gruppo, attivo già da qualche anno, ha accompagnato i bambini della 5B delle Meucci e la 5 delle Meoni, a visitare il laboratorio di restauro di Gonfienti, in collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Archeologici ed il patrocinio dell' Assessorato all' Istruzione.
«Per noi è importante - spiegano - che i bambini abbiano un contatto diretto con quelle che sono le testimonianze che ci arrivano dal nostro lontanissimo passato, i reperti fino ad ora acquisiti in fase di scavo. E' solo il contatto visivo diretto con questi oggetti, infatti, che si permette al bambino di farsi un'idea del grado di civiltà raggiunto da quel popolo e dell'importanza del patrimonio di cui dispone la nostra città».
Nelle attività quest’anno è stata coinvolta anche l'assessore Rita Pieri che ha partecipato a una delle visite alla città etrusca.
Anche quest'anno i piccoli alunni si sono potuti avvalere, oltre che della guida e delle spiegazioni di Elisabetta Bocci, responsabile del laboratorio di restauro, anche di quelle della soprintendente Gabriella Poggesi.
«Gli alunni - proseguono i componenti del gruppo archeologico - si sono sempre dimostrati interessati e preparati, le maestre accompagnatrici entusiaste, per non parlare del calore e partecipazione con cui le insegnanti specializzate nella materia hanno svolto la propria funzione».
Il gruppo, che si riunisce al Magnolfi Nuovo, chiede a gran voce la creazione di un museo: «Non si capisce perché una città come Prato, soprattutto dopo lo straordinario rinvenimento di Gonfienti, non debba finalmente avere un suo museo, e si pensi ancora di disperdere il patrimonio archeologico nei vari musei delle città più prossime».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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