Il Tirreno

Prato

Università, mancano ancora 40mila euro

di Carlandrea Poli

All’inaugurazione dell’anno accademico il presidente del Pin, Fioravanti, si è detto ottimista su un passo indietro della Camera di commercio

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «La convenzione per la facoltà di Economia ammonta a 80 mila euro l'anno. Per ora ne abbiamo trovati la metà, il resto dovrebbe essere ripartito fra Unione Industriale e Camera di Commercio. Non vorremmo passare alla storia per aver perso una facoltà per 20 mila euro». Con una battuta a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico, il presidente del Pin Maurizio Fioravanti lancia un messaggio di cauto ottimismo dopo l'annuncio nelle scorse settimane della Camera di Commercio di ritirare il finanziamento al polo pratese. Negli ultimi giorni si è aperto uno spiraglio grazie ad un serie di incontri interlocutori. Carlo Longo potrebbe tornare sui suoi passi e questo rappresenta già una mezza vittoria. «Confido - spiega Fioravanti - che non si compia in maniera definitiva il passo indietro della Camera di Commercio. Abbiamo riaperto il discorso e siamo in attesa di una risposta definitiva da parte dell'ente sul suo impegno finanziario. I fondi pubblici qui sono destinati in maniera meritoria. Tanto che nel bilancio del 2011 in via di approvazione emergerà un utile, immediatamente reinvestito nell'esercizio in corso. Si è creato pertanto un circolo virtuoso attraverso l'attività didattica e la ricerca. Un buon segno, ma i contributi degli enti pubblici restano decisivi». È stato questo il leit motiv degli interventi al battesimo dell'anno accademico. Nella non gremitissima aula magna ieri mattina il primo a instradare il dibattito sul futuro dell'università a Prato - nell'anno in cui ricorre il ventennale della sua fondazione - sul tema degli investimenti in capitale umano è stato il rettore dell'UniFi Alberto Tesi: «La stessa indicazione della commissione europea è di indirizzare i propri fondi laddove si valorizzerà il capitale umano passando da università e centri di ricerca».

Nonostante ciò a Firenze sono arrivati venti milioni di euro in meno di trasferimenti statali nell'arco di un biennio, che tradotto ha significato un taglio di 200 professori nell'organico. Per il Pin i buoni pagatori restano Comune e Provincia. Entrambi gli enti hanno promesso continuità nel sostegno finanziario. Per il sindaco Cenni il Pin resta un'esperienza incredibile da proseguire in due versanti: nella collaborazione con l'università di Firenze e nell'infondere le stesse risorse del passato. Più ampio il discorso pronunciato dal presidente del consiglio provinciale Giuseppe Maroso: «Dalla formazione e dalla ricerca passa il futuro delle giovani generazioni. Il nostro ente manterrà il suo impegno con l'università coerentemente con le difficoltà di bilancio che affrontiamo». Il polo universitario pratese festeggia i suoi venti anni guardando comunque con fierezza alla qualità dell'offerta formativa come testimoniano le statistiche. I 1.300 studenti iscritti nel 70% dei casi si impiegheranno entro un anno dalla laurea e il forte gradimento del mercato del lavoro ha richiamato anche a ottobre dell'anno scorso altre 300 immatricolazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa