Sicurezza
Tre milioni di euro per il cardato
Ministero “congela” le aree di crisi e dà parere positivo al progetto legato alla Camera di commercio
PRATO. Prato area di crisi è un capitolo che, almeno per il momento, può essere messo da parte. A dirlo in modo piuttosto chiaro i rappresentanti del ministero allo sviluppo economico ieri a Roma alla delegazione pratese formata dal vice presidente della Provincia Ambra Giorgi, dall’assessore alle attività produttive del Comune di Prato Roberto Caverni.
Una comunicazione attesa e abbastanza scontata vista la situazione dei conti italiani che coinvolge tutte le città inserite nell’elenco di area di crisi. La motivazione per cui il Ministero ha comunicato la sospensione degli accordi presi col precedente Governo su questo tema è, com’è facile immaginare la mancanza di risorse.
Ma non tutto è però perduto. E gli amministratori pratesi non sono tornati proprio con un pugno di mosche.
I funzionari del Ministero hanno invece confermato la volontà di finanziare il progetto sul cardato rigenerato: sulla legge ci sono stanziati 3 milioni di euro e quelli, pare, non saranno toccati.
«Saranno dati come credito di imposta - entra nel merito il presidente della Camera di commercio Carlo Longo - alle aziende che aderiscono al progetto dell’ente camerale sul cardato rigenerato, il CO2 neutral. Una cifra non elevata che dovrebbe essere di circa 10mila euro a impresa».
«Abbiamo chiesto anche dei soldi per innovazione e ricerca ma su questo - conclude Longo - non sembra ci siano più di 500.000 euro».
Un incontro che la vice presidente Ambra Giorgi non ha avuto un esito né positivo né negativo.
«La novità è che non firmeremo accordi di programmi per le aree di crisi - sottolinea - perché il Governo ha messo tutta la pratica in stand by. Il ministero ci ha informati che deve riflettere e capire quante risorse ha a disposizione e come impostare i parametri per ripartirle. Argomento che per ora non sembra, di fatto, neppure in agenda».
La vice presidente Giorgi conferma invece la disponibilità data dal Ministero per quanto riguarda il cardato, un progetto inserito nella Finanziaria del 2007.
L’assessore Caverni è meno pessimista. «Siamo nell’area di crisi e ci si rimane. Nessuno può toglierci da un elenco già fatto e su questo è stato chiaro anche il Ministero che si è riservato di fare un’analisi delle risorse per poi decidere».
«Per quanto riguarda invece lo stanziamento per il cardato - è sempre Caverni a parlare - era un incontro tecnico. Dovremo capire come questi soldi saranno divisi. C’è da capire se per esempio beneficeranno dei contributi il lanificio o il terzista. Le cose, in generale, sembrano andare alle lunghe. Del resto, avere i tempi di un ministero, è anche un modo di dire».
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