La manifestazione
Milano Unica è in Cina con 13 pratesi
PRATO. Beste, Dinamo Contemporary Fabrics, Emmetex, Inwool Jersey, Lanificio Europa, Lanificio Becagli, Lanificio Cangioli,Lyria ,Marini Industrie,Manteco,Microtex Cottonclub,Pontetorto e Ultra....
PRATO. Beste, Dinamo Contemporary Fabrics, Emmetex, Inwool Jersey, Lanificio Europa, Lanificio Becagli, Lanificio Cangioli,Lyria ,Marini Industrie,Manteco,Microtex Cottonclub,Pontetorto e Ultra. Eccolo l’elenco delle aziende pratesi che insieme ad altre realtà imprenditoriali italiane parteciperanno alla fiera tessile organizzata da Milano Unica in Cina. In tutto sono 95 gli espositori che hanno aderito alla prima edizione, ,che comincia oggi e termina il 30 marzo all'interno di Intertextile Beijing. Alla presentazione hanno partecipato l’ambasciatore d'Italia a Pechino, Attilio Massimo Iannucci, il Vicepresidente di Confindustria, Paolo Zegna, il presidente di Milano Unica, Silvio Albini, il Vicepresidente di Ccip Tex, Xu Yingxin, il direttore della sede Ice a Pechino, Antonino Laspina, e il presidente di Messe Frankfurt, Detlef Braun.e
Un'iniziativa, non solo commerciale ma anche di marketing, rappresentativa del meglio delle produzioni di tessuti e di accessori dei distretti tessili italiani, che nasce dalla consapevolezza che per affrontare e vincere le sfide del mercato globale occorre essere sempre più capaci di fare sistema.
«Oggi, da tanti punti di vista, - sostiene Silvio Albini, Presidente di Milano Unica, che ha presentato l'iniziativa alla stampa internazionale presente a Pechino -, la Cina è un mercato già estremamente importante per molte nostre aziende, se è vero che insieme a Hong Kong, è il secondo mercato di sbocco per i tessuti italiani. E' un mercato i cui potenziali di crescita sono ancora enormi. Ma è un mercato “diverso”, complesso, estremamente esigente ed impegnativo, che richiede una conoscenza approfondita e focalizzata». Negli ultimi 5 anni il valore delle esportazioni della tessitura italiana verso la Cina è cresciuto complessivamente del 100%, passando da un valore di circa 100 milioni di euro a oltre 200 milioni di euro (2011).
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