Sicurezza
Chef a cinque stelle lascia la Toscana per l’Australia
Ha lavorato nei più grandi ristoranti della zona ma Orlandi sente il bisogno di fare altre esperienze
POGGIO A CAIANO. Ha già in tasca un biglietto aereo per l'Australia, l'entusiasmo di iniziare una nuova esperienza e la voglia di lasciarsi alle spalle un Paese che ai suoi giovani chiude la porta in faccia. E così il poggese Daniele Orlandi e' già in volo per Perth, capitale dell'Australia occidentale. Ad attenderlo un posto da cuoco nel ristorante Opus (guida Michelin) del lussuoso Hotel The Richardson. Contratto di un anno. A soli 23 anni infatti, Daniele si e' già fatto notare e vanta un bel curriculum.
Normale quindi che il lavoro non manchi. Normale altrove, non Italia. Non che qui le proposte mancassero, ma riservavano trattamenti economici, professionali e personali molto lontani da quelli offerti all'estero e in particolare Oltreoceano. Firenze, Milano, Corsica, Amsterdam e Perth. Questa la rosa delle possibili destinazioni future che un paio di mesi fa, si e' presentata agli occhi di Daniele.
Lui ha scelto la terra dei canguri: «Restando in Italia non avrei avuto futuro - spiega Daniele - non ci sono prospettive e possibilità di crescita professionale».
Nato e cresciuto a Poggio, figlio dei titolari dello storico alimentari "Venturino" che tante merende ha venduto ai piccoli alunni dell'asilo e delle elementari delle suore Minime, Daniele ha sempre avuto il pallino dei fornelli.
Dopo le medie si iscrive all'alberghiero a Montacatini. «Una scuola che ha fatto la differenza - spiega Daniele - mi ha insegnato tanto. La rifarei subito». Una volta diplomato inizia subito a lavorare. Villa Mangiacane a San Casciano, 5 stelle lusso, Gallery hotel Art Fusion restaurant sui lungarni fiorentini, sotto la guida esperta dello chef Emanuele Cappellini, poi la Corica a Casa del Mar, due stelle Michelin, Aoristo' a Pistoia, Chalet d'Adrien a Verbier in Svizzera, una stella Michelin, nuovamente la Corsica e il Four Season a Firenze insieme allo chef Vito Mollica.
Tante esperienze, tanti modi di lavorare e Daniele impara a muoversi con disinvoltura nelle cambuse e ad assecondare i clienti nelle loro stravaganze culinarie. L'azienda e' pronta al rinnovo del contratto, ma il giovane chef sogna altro: «l'Italia mi sta stretta. Voglio girare il mondo il più possibile e fare nuove esperienze, scoprire di tutto di più delle cucine di ogni angolo del mondo». Neanche a dirlo, Daniele e' specializzato in rivisitazioni in chiave internazionale di cucina italiana.
Piatti della tradizione contaminati dai sapori stranieri. Il suo cavallo di battaglia: tartare di filetto di manzo marinato al tabacco di pipa con torluo d'uovo marinato, fiori d'erba cipollina e granita di salsa verde. Complicatissimo, da vero che. Chissà se riuscirà a fare della carne di canguro un'ottima fiorentina.
Sfida interessante che intende vincere con il suo inseparabile set di coltelli, compagno di viaggio anche Oltreoceano.
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