Il Tirreno

Prato

Pensionato condannato per molestie a una ragazza

Zuffa coi parenti dopo l’episodio. Un cinese lo ha scagionato ma i giudici hanno creduto alla giovane. Tre anni e otto mesi al marito violento

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PRATO. Un pensionato pratese è stato condannato a tre anni di reclusione per aver palpeggiato una ventenne, nell’agosto del 2010. Quello nei confronti di Corrado Sermi è solo uno dei ben sette processi per violenza sessuale di cui, per una singolare coincidenza, si è dovuto occupare ieri il Tribunale presieduto da Ettore Nicotra, almeno tre dei quali si sono conclusi con una sentenza di condanna.

La vicenda di cui era chiamato a rispondere Corrado Sermi, assistito da Stefano Belli, risale al 12 agosto di tre anni fa. Una giovane lo accusò di averla pesantemente palpeggiata in un condominio. Secondo la ricostruzione della Procura, l’imputato sarebbe rimasto solo con la ragazza in una stanza dopo un lavoro di imbiancatura fatto da un cinese. Pochissimi minuti durante i quali la giovane dice di essere stata toccata contro la sua volontà, mentre Sermi giura di non averle fatto niente. «Le ho solo messo una mano sulla testa, come farebbe un padre - ha detto ieri in aula - Ma la sua famiglia ce l’aveva con me perché gli avevamo aumentato l’affitto». L’uomo è infatti il nipote della proprietaria dell’immobile e l’affitto era passato da 100 a 400 euro.

Quel giorno il pensionato era andato a riprendere un cinese che era stato incaricato di imbiancare la stanza, e le presunte molestie sarebbero avvenute mentre il cinese si stava lavando le mani, a non più di tre metri dalla stanza. Ma l’orientale ha detto di non aver visto o sentito niente di strano, e che la ragazza li accompagnò all’uscita senza lamentarsi di nulla. Una vicina di casa ha invece riferito di aver sentito il pianto della giovane quando gli altri due erano già andati via e che la ragazza le avrebbe detto di essere stata toccata dal pensionato. Sermi fu convocato dai parenti e ne nacque una zuffa. «Mi sono saltati addosso come leoni, in tre contro uno» ha detto l’imputato. Il pubblico ministero Paolini avrebbe voluto una condanna ancora più pesante, sei anni, mentre i giudici si sono fermati a tre.

In un altro processo per violenza sessuale un pratese, di cui omettiamo il nome per tutelare la parte lesa, è stato condannato a tre anni e otto mesi per una violenza sulla moglie in fase di separazione. L’uomo, difeso da Luigi Caforio, era accusato di aver maltrattato ripetutamente la donna e di averla costretta a un rapporto sessuale contro la sua volontà. Non si è mai presentato in aula, nemmeno per la lettura della sentenza.

Paolo Nencioni

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