Italia
Camorra, altri sequestri
Coinvolta la Larox, secondo la Finanza è di Paolo Posillico
PRATO. Il cambio societario avvenuto poco prima del blitz l'aveva messa al riparo dall'ondata di sequestri eseguiti dalla guardia di finanza nell'operazione anti-camorra "Ronzinante" nei confronti del gruppo Terracciano. Ma i finanzieri della polizia tributaria di Firenze sono andati avanti nelle indagini e alla fine hanno allungato l'elenco dei beni sotto sigilli sequestrando le quote della Larox Srl, società titolare del ristorante-pizzeria "Donchisciotte" in piazza del Popolo a Montecatini. Il sequestro, per un valore di 1,6 milioni di euro, è stato illustrato a Firenze dal tenente colonnello del Gico, Antonino Raimondo.
Secondo l'accusa delle Fiamme Gialle, anche se la Larox Srl è intestata a una persona formalmente estranea alle contestazioni mosse dalla Procura, è di fatto riconducibile a Paolo Posillico, 41 anni, di Prato (nella foto), considerato vicino alla famiglia Terracciano.
Il valore complessivo dei beni sequestrati è stato quantificato in 1.655.400 euro di cui 1.650.000 euro per l'azienda di ristorazione e 5.400 euro come saldo di tre conti correnti bancari.
Il denaro fino a questo momento sequestrato sui conti correnti del gruppo Terracciano ammonta a oltre 116.000 euro. Mentre nel suo insoeme l'operazione ha portato al sequestro di beni per oltre 42,7 milioni di euro.
L'inchiesta nasce da minuziosi accertamenti patrimoniali che hanno fatto emergere una enorme sproporzione tra i redditi dichiarati dai membri del clan e le loro disponibilità economiche.
Stando alla Procura antimafia il capitale per dare vita alla catena di pizzerie Donchisciotte messa in piedi da Paolo Posillico arriverebbe dai Terracciano, uomini d'affari in odore di camorra. Ipotesi respinta dall'imprenditore che al tempo del blitz di febbraio dichiarò di aver iniziato firmando un sacco di cambiali e di non aver mai visto i soldi dei Terracciano.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
