Il Tirreno

Prato

La Questura incontra i giornalisti cinesi

di Maria Lardara
La Questura incontra i giornalisti cinesi

Saranno invitati alle conferenze stampa e pubblicheranno un vademecum di raccomandazioni per i connazionali

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PRATO. Il vademecum con le raccomandazioni che li riguarda in prima persona è ben noto: meglio non girare con troppi contanti in tasca e guardarsi le spalle dagli aggressori, soprattutto quando è buio. Altra storia sarebbe però far viaggiare queste precauzioni per la sicurezza dei cittadini dagli occhi a mandorla, sempre più bersaglio di rapinatori e scippatori, lungo una corsia preferenziale come quella rappresentata dai giornali cinesi (oltre a quelli italiani, naturalmente). Una possibilità, quella d'intercettare la comunità orientale attraverso i giornali che vengono letti abitualmente (la maggior parte di questi è in vendita nei supermercati di via Pistoiese), che la Questura di Prato starebbe valutando tanto da convocare venerdì scorso un summit informale con quattro rappresentanti della stampa locale cinese a Prato: "Il Tempo Europa Cina", "Europe Express", "La Nuova Cina" e "It's China" (quest'ultimo è l'unica testata bilingue, italo-cinese, legata al presidente onorario di Associna Marco Wong.l «Si è trattato di un momento di conoscenza reciproca con i referenti di quattro testate giornalistiche, non di un incontro ufficiale», spiega il commissario capo Silvia Cascino che collabora con il vicequestore aggiunto Luca Gorrone anche nel settore dell'immigrazione. Contatti preziosi con la stampa cinese che spianerebbero la strada a un rapporto di collaborazione e fiducia reciproca fra la Questura e la comunità cinese. Il coinvolgimento dei media asiatici potrà infatti concretizzarsi in diversi modi, dall'invito dei giornalisti cinesi alle conferenze stampa periodicamente indette dall'ente di polizia, alla richiesta di pubblicare note informative sui giornali stessi in modo da sensibilizzare i lettori rispetto a certi temi. «Un modo non solo per aumentare la prevenzione dei fenomeni di microcriminalità attraverso una più capillare penetrazione nella comunità cinese, ma anche per aprire un canale informativo sulla materia informativa riguardante, ad esempio, i permessi di soggiorno», precisa il commissario capo Cascino. Il sasso lanciato dalle forze di polizia locale è stato raccolto dai rappresentanti delle testate locali che, durante l'incontro, si sono dichiarati disponibili una nuova fase di stretta collaborazione.

Sul fronte diplomatico, si tessono intanto nuove trame tra Palazzo del Comune e il consolato cinese di Firenze. Il colloquio previsto per due giorni fa tra la console Zhou Yunqi e il sindaco Roberto Cenni è stato rimandato ai primi di aprile per coinvolgere anche il presidente della Provincia Lamberto Gestri, assente venerdì scorso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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