Il Tirreno

Prato

Unione industriale Maggiore consenso per Andrea Cavicchi

di Ilenia Reali

I saggi comunicano l’esito delle consultazioni Non si esclude però che in consiglio arrivi anche Matteini

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PRATO. Un lavoro lunghissimo quello portato avanti dai saggi per la scelta del candidato alla presidenza dell’Unione industriale pratese. Un lavoro più faticoso di quello mai fatto finora a Prato dove sostanzialmente non si è mai arrivati a un confronto così serrato. Le consultazioni ormai però sembrano definitivamente concluse.

E ieri, in Palazzo dell’Industria, è stato comunicato ai due imprenditori - che negli ultimi mesi hanno raggiunto il più alto numero di consensi tra i soci - quali sono i risultati dell’indagine conoscitiva. Tutto finito? Non è detto.

I dati non sono ancora ufficiali, la relazione sul nome del candidato sarà presentata nella prima riunione di insediamento del consiglio direttivo, ma i tre saggi (Carlo Longo, Giancarlo Mazzi e Franco Tempestini) hanno ieri informato i diretti interessati sulle opinioni espresse dai colleghi: da quello che risulta, Andrea Cavicchi dell’azienda Furpile e presidente del Museo del Tessuto avrebbe avuto un più alto numero di consensi rispetto a Riccardo Matteini, attuale vice presidente, che comunque avrebbe riscosso un numero elevati di apprezzamenti da parte dei colleghi.

I saggi mantengono il più stretto riserbo sulla vicenda, questa volta ancor più delicata di sempre, ma pare che i due imprenditori dovranno presto incontrarsi per parlare del futuro dell’associazione. Obiettivo è quello che uno dei due si tiri indietro dalla corsa alla presidenza stringendo un accordo di collaborazione. Una parte degli imprenditori infatti si aspetterebbe che i due imprenditori raggiungesse un accordo anche perché, sia come caratteristiche caratteriali sia per esperienze interne all’Unione e al distretto, esprimono caratteristiche diverse ma entrambe necessarie a Confindustria Prato.

Se questo incontro non desse gli esiti sperati si aprirebbero vari scenari. Il primo. I saggi potrebbero scegliere, sulla base della consultazione, di portare un solo nome in consiglio direttivo (Cavicchi in questo caso) ma Matteini potrebbe comunque decidere di candidarsi presentando le firme del 15% degli elettori entro 30 giorni dalla data dell’assemblea. Per quale motivo? Semplice. Nel consiglio direttivo si vota per testa e quindi non è detto che la maggioranza delle consultazioni venga confermata. L’altra strada percorribile, ma ad oggi sembra meno probabile, è quella che i saggi possano scegliere di portare due nomi, e non uno, lasciando che ad esprimersi siano i soci. Ipotesi questa che piace meno ai pratesi, nonostante sia ciò che è avvenuto a livello nazionale, perché dà l’idea di un’associazione meno unita e comunque che “spreca” risorse utili alla vita dell’associazione.

I prossimi giorni saranno quindi fondamentali per capire cosa accadrà nel palazzo degli imprenditori. E se, come sempre, l’elezione del presidente sarà un atto formale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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