Italia
«Non sono un soldato del boss»
L’imprenditore Di Tommaso prende le distanze da Terracciano
PRATO. «Non sono un soldato di Giacomo Terracciano, anzi gli ho detto che con lui non prenderò più nemmeno un caffè». La presa di distanza è netta e arriva da Michele Di Tommaso, l’imprenditore poggese di 50 anni arrestato nel 2009 perchéritenuto dalla Direzione distrettuale antimafia uno degli uomini di fiducia o prestanome del boss in odore di camorra. Di Tommaso, cui un mese fa sono state sequestrate auto e terreni su ordine della Procura distrettuale nell’ambito dei sequestri che hanno coinvolto lo stesso gruppo Terracciano, ha atteso la fine delle indagini per dire la sua, al fianco degli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo.
«Sono stufo di essere associato al nome di Terracciano - dice in sostanza Di Tommaso - Lui l’ho conosciuto nel 2009 e mi sono limitato a vendergli una Mercedes SL 500 quando ero responsabile dell’usato alla concessionaria Fineschi, nient’altro».
Ci sarebbero anche un paio di società, la Auto Europa e la Altegia, che commercializzavano auto e sono state sequestrate nella stessa inchiesta, ma Di Tommaso dice che il suo ruolo è stato marginale e le due società non sono mai state veramente operative.
Riguardo al suo ruolo dentro la Fineschi, ammette di essersi fatto chiamare Michael Gambino, ma solo perché la madre è effettivamente imparentata coi Gambino di Brooklin. «Non è vero quello che ha detto Alessandro Giugni - aggiunge - e cioè che spadroneggiavo nella concessionaria. Su questo potete chiedere anche a Maurizio Bettazzi (presidente del consiglio comunale, ndr), che all’epoca era consulente esterno dell’azienda».
«Mi hanno fatto passare per un galoppino di Terracciano - conclude Di Tommaso - ma se mi rinviano a giudizio mi fanno un piacere. Chiamerò a testimoniare tutti quelli della Fineschi per dimostrare che ho sempre agito solo nell’interesse dell’azienda». Una prova: la Mercedes venduta a Terracciano, dice Di Tommaso, era costata 21.000 euro e fu pagata 32.000. Più chiaro di così... (p.n.)
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