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I bancari Bpv bocciano a maggioranza il contratto

I bancari Bpv bocciano a maggioranza il contratto

Assemblea al Politeama: 164 no contro 149 sì. Salario d’ingresso troppo basso e scatti di anzianità congelati per 19 mesi: ecco i motivi dello scontento

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PRATO. I dipendenti della Banca popolare di Vicenza (ex CariPrato) hanno bocciato il nuovo contratto nazionale di lavoro per i bancari.

Lo hanno fatto al termine di un’assemblea che si è tenuta ieri mattina al Teatro Politeama e che ha raccolto centinaia di bancari provenienti dalle filiali delle province di Prato, Firenze e Pistoia.

E’ stato un voto forse più sofferto del previsto, tenuto conto che i no sono stati 164, mentre i sì hanno raggiunto quota 149 e 18 dipendenti si sono astenuti. In altre piazze il no al nuovo contratto di lavoro era stato molto più netto, per esempio a Genova: 734 no contro 36 sì.

All’assemblea del Politeama era presente anche un segretario nazionale del sindacato Fiba.

Tra i motivi per dire no al nuovo contratto c’è un salario d’ingresso che sarà, calcolano i sindacati, di 1.600 euro lordi. Nei giorni scorsi Pietro Borella, della Falcri-Silcea, aveva spiegato i motivi per i quali il suo sindacato aveva apposto la propria firma, obtorto collo, su un contratto definito significativamente «una Caporetto». In primo luogo il fatto che al tavolo con l’Associazione bancaria italiana molte altre sigle, pari al 55% della rappresentanza sindacale, avessero già firmato, e dunque non firmare, per la Falcri, avrebbe significato rimanere fuori dalle assemblee e dall’attività sindacale negli istituti di credito.

Quello che non convince molti lavoratori è l’aumento a regime di 170 euro previsto dal contratto. Un aumento che viene spalmato in tre anni senza la previsione di alcuna una tantum (il precedente contratto era scaduto a dicembre 2010). Il primo scatto di 50 euro sarà a giugno 2012, l’ultimo a giugno 2014. L’aumento medio mensile sarà dunque, calcolano ancora i sindacati, di 43, 93 euro.

Oltretutto l’aumento sarà considerato “elemento distinto della retribuzione”. Questo vuol dire che non verrà considerato nel per il Tfr, né per la previdenza complementare.

Inoltre l’accordo prevede il congelamento degli scatti di anzianità per 19 mesi, dal 1° gennaio 2013 al 31 luglio 2014. Si calcola che per chi è entrato in banca due anni fa ci sarà una perdita complessiva di diecimila euro. Il sindacato non crede nemmeno alla promessa di Abi che conta di fare 5.000 nuove assunzioni all’anno per tre anni.

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