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Una boccata d’ossigeno per chi rischia
Dalla Regione al Comune: in arrivo 167mila euro per aiutare le famiglie che non riescono a pagare l’affitto
PRATO. Un fondo di emergenza per prevenire gli sfratti per morosità e offrire sostegno alle famiglie che si trovano temporaneamente in gravi difficoltà economiche.
Si tratta di 167mila euro che la Regione Toscana ha messo a disposizione del Comune di Prato (326mila per tutti i Comuni della provincia) per impedire che la procedura di sfratto da parte del proprietario venga portata avanti e resa esecutiva.
Grazie a questo strumento, infatti, l'amministrazione può intervenire nei confronti degli inquilini chi hanno visto ridursi il reddito per cause legate alla crisi economica.
In pratica, si avrà diritto al contributo solo nei casi in cui è possibile dimostrare che la morosità è la conseguenza di una perdita o riduzione del lavoro, dovuta a licenziamento (escluso quello per giusta causa, giustificato motivo e dimissioni volontarie), messa in cassa integrazione, mobilità, mancato rinnovo dei contratti a termine o di lavoro atipico, cessazioni di attività libero professionali o di imprese registrate alla Camera di commercio da almeno 24 mesi.
Ai fini dell'ammissibilità, rientrano nella casistica anche quelle situazioni in cui la perdita di capacità reddituale sia stata determinata da malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare.
«Si tratta di uno strumento prezioso - dichiara l'assessore alle Politiche sociali Dante Mondanelli - ma è indispensabile far capire che non può essere applicato a tutti».
Il contributo "scanso sfratto" massimo erogabile è di 8.000 euro e mira a tamponare l'emergenza affinché coloro che attraversano un periodo di crisi, una volta sanata la morosità grazie al contributo, siano poi in grado di far fronte alle spese di affitto. Il meccanismo prevede due tipi di intervento: il primo, rivolto agli inquilini che hanno un procedimento di sfratto per morosità in corso, cioè a coloro a cui è stata già notificata l'intimazione e sono stati convocati in udienza per la convalida; il secondo - più complesso, in quanto implica una trattativa - scatta in seguito alla convalida dello sfratto e prima dell'intervento dell'ufficiale giudiziario. In questo caso, il contributo può essere erogato se il proprietario è disposto a stipulare un nuovo contratto di locazione ai fini di consentire all'inquilino di rimanere nello stesso alloggio.
Secondo i dati forniti dal Tribunale, nel 2011 le richieste di sfratto sono state 1.100, di cui 326 rese esecutive.
«Desidero ringraziare il presidente del Tribunale di Prato Francesco Antonio Genovese, e gli ufficiali giudiziari - prosegue l'assessore Mondanelli - per avere condiviso questo percorso con noi, che consente di intervenire prima dell'esecutività dello sfratto ed evitare che diventi tutto molto più complicato. E' importante perciò che chi già da qualche mese si trova in stato di morosità dovuta ai motivi che vi abbiamo illustrato, si rivolga agli uffici predisposti per avviare la procedura di richiesta del contributo».
I moduli per la domanda potranno essere ritirati all'assessorato ai Servizi sociali (Via Roma 101), all'URP in Corso Mazzoni n.1, ai distretti socio-sanitari e, per gli iscritti, ai sindacati degli inquilini e degli assegnatari.
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