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Tasso avvelenato da un’esca: si salverà

Tasso avvelenato da un’esca: si salverà

PRATO. E' stato ritrovato agonizzante, ridotto in fin di vita molto probabilmente da un'esca avvelenata, ma adesso sta meglio ed è stato preso in carico dal Centro di recupero fauna di Livorno. E'...

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PRATO. E' stato ritrovato agonizzante, ridotto in fin di vita molto probabilmente da un'esca avvelenata, ma adesso sta meglio ed è stato preso in carico dal Centro di recupero fauna di Livorno.

E' la storia di un piccolo tasso rinvenuto nelle campagne di Figline da un volontario delle Gav, le guardie ambientali coordinate dalla polizia provinciale, che è stato accolto e curato dal medico veterinario Giuliana Giuliani prima di essere stabilizzato e portato a Livorno.

Grazie alle attenzioni della dottoressa Giuliani, che lo ha assistito per una settimana (a titolo personale e gratuito), il tasso si è potuto riprendere e probabilmente a breve tornerà libero. La polizia provinciale ricorda che esiste il divieto di utilizzare o detenere esche avvelenate e che l'infrazione è punita dalla legge regionale 39/2001 con una sanzione di 1.549,37 euro.

Dunque, al di là delle considerazioni di tipo etico, rischia e non poco chi butta nelle campagne le esche avvelenate.

Di solito chi sparge le esche lo fa per proteggere la selvaggina delle aree protette dagli attacchi dei predatori, tipo volpi o faine, ma spesso a farne le spese sono i cani degli stessi cacciatori, o di chi vive in campagna, che muoiono avvelenati dalle esche.

Un fenomeno che si ripropone con una certa regolarità e che in questo caso ha rischiato di costare la vita a un esemplare di una specie rara come il tasso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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