Il Tirreno

Prato

tribunale

Presunto omicida chiede lo sconto

Delitto di via Pistoiese: l’imputato cinese vuole il rito abbreviato

1 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Chiede di essere giudicato col rito abbreviato, per ottenere lo sconto di un terzo sulla più che probabile condanna, il cinese che il 21 luglio dell’anno scorso uccise con un coltello da cucina un connazionale, suo datore di lavoro, all’interno dell’ex Lanificio Armando Gori di via Pistoiese 237.

Zhang Li, 39 anni, difeso da Alessandro Fantappiè, è comparso mercoledì mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare, ma l’udienza è stata poi rinviata per l’assenza dell’interprete. Se ne riparlerà a metà aprile, mentre la sentenza è attesa per maggio.

Il pubblico ministero Laura Canovai aveva chiesto il giudizio immediato davanti alla Corte d’assise, ma l’imputato, tramite il suo legale, ha fatto istanza per l’abbreviato, che consente lo sconto di un terzo sulla pena.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Zhang Li avrebbe piantato un coltello da cucina nel collo di Chen Ajing, 39 anni, al culmine di una lite per la spartizione delle commesse di lavoro, nella quale Zhang riteneva di essere stato ingiustamente penalizzato.

A rappresentare la moglie della vittima, che si è costituita parte civile, c’era l’avvocato Luca Brachi.

Successivamente all’arresto del presunto omicida non sono emerse responsabilità di altri cinesi nell’omicidio.

Alcuni spostarono il cadavere dall’interno della ditta al marciapiede di via Pistoiese, ma non ci sono elementi per sospettare che abbiano preso parte all’aggressione. (p.n.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa