Il dolore
Monzali: «No al partito del cemento»
PRATO. «Ingegneri di tutto il mondo unitevi". L'intervista di mercoledì all'ingegnere Stefano Ciuoffo e quella di giovedì all'ingegnere Federico Mazzoni sono utili per ricordarci che non c'è niente...
PRATO. «Ingegneri di tutto il mondo unitevi". L'intervista di mercoledì all'ingegnere Stefano Ciuoffo e quella di giovedì all'ingegnere Federico Mazzoni sono utili per ricordarci che non c'è niente di più trasversale e bipartisan del Partito del Cemento». Esordisce così, nel suo intervento inviato al Tirreno, Marco Monzali, direttore di Radiogas. «Paventando un' emergenza abitativa inesistente - afferma Monzali - comunque risolvibile con mezzi assai meno impattanti (cambi di destinazione d'uso, ristrutturazioni di edifici già esistenti, perfino riedificazioni su aree già occupate) i due illustri professionisti indicano nella vecchia area ospedaliera il sito ideale per tirare su l'ennesima montagna di mattoni. Nella loro scala di priorità le esigenze della collettività scivolano in secondo piano, l'idea di dotare il nostro centro storico di un grande parco urbano viene derubricato a orpello, a lusso insostenibile».
«Costruire, costruire, costruire, - prosegue Monzali - questo è l'imperativo. E poco conta se l'oggetto dei desideri si colloca in zone ambientalmente pregiate come Galceti, in aree destinate a servizi di base come Pizzidimonte o addirittura a ridosso della cinta muraria, sia immediatamente fuori (come nello scempio in atto in Piazza S. Marco) che addirittura dentro, come nel caso in questione».
« Allarmante ma utile, la lettura di queste due interviste - conclude il direttore di Radiogas- . Utile per ricordarci che, tra le altre cose, in questa città c'è un'esigenza per niente tecnica e tutta politica: quella di mandare finalmente all'opposizione, e per molti anni, il Partito del Cemento».
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