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Prato

Le gare d’appalto a giorni alterni della giunta Cenni

PRATO. La giunta Cenni mediante una determina dirigenziale, dopo due mesi di distanza dal voto del consiglio comunale, ha affidato l'incarico per la redazione degli atti necessari alla valutazione di...

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PRATO. La giunta Cenni mediante una determina dirigenziale, dopo due mesi di distanza dal voto del consiglio comunale, ha affidato l'incarico per la redazione degli atti necessari alla valutazione di impatto ambientale per il progetto del raddoppio dello snodo del Soccorso. L'incarico è stato conferito alla società a responsabilità limitata Iride di Roma per l'importo complessivo di 97.526 euro.

«Quasi centomila euro dei pratesi ad una società romana sconosciuta - dice Simone Mangani del gruppo consiliare deel Pd -, con 10.000,00 di capitale sociale, attiva soltanto dal 2008 e direttamente interpellata dal Comune».

La questione, sostiene il consigliere, è politica, perché quella determina dirigenziale «sconfessa un principio di cui questa giunta si vorrebbe fregiare: la gara ad ogni costo, anche al costo di danneggiare le stesse società appartenenti al Comune di Prato, quindi a tutti noi, Consiag ed Estra in testa. Ed infatti questa giunta, sindaco Cenni e assessore Bernocchi in testa, sembra non voler cedere sulla gara comunale del gas (preferendola anche alla gara d'ambito territoriale). Si è fatto la gara per molto se non per tutto, ma per le questioni preliminari ma fondamentali in ordine all'opera più importante di questo mandato, abbiamo capito che la gara può essere evitata e centomila euro (97.526,00, per l'esattezza) possono essere spesi con la firma di un dirigente comunale. Il caso vuole che i centomila euro affidati direttamente e senza gara optino per la scelta anti-interramento. Il sindaco, che sul Soccorso ha detto tutto e il contrario di tutto da mesi in qua, ha dichiarato «abbiamo un elemento in più». L'elemento in più è che questa Giunta crede alle gare solo se queste possono ipoteticamente far male agli avversari politici e poco male se ci rimettono cittadini e lavoratori.

L'elemento in più l'abbiamo votato a giugno in consiglio comunale quando la variante declassata prevedeva l'interramento. L'elemento in più l'abbiamo rivoltato come un calzino il 3 agosto 2011 quando, con il fermo voto contrario del Pd, la maggioranza di centrodestra ha votato per il viadotto, contro l'interramento, contro la soluzione definitiva di una frattura urbanistica».

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