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Prato

Internet anche nelle frazioni più sperdute

Internet anche nelle frazioni più sperdute

Accordo tra Regione e Provincia: investimento da un milione e seicentomila euro per la banda larga

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PRATO. Il sogno è quello di portare internet anche nelle case più sperdute dell’Alta Valbisenzio o del Montalbano. Da Montepiano a Bacchereto, in un futuro non poi così tanto lontano, sarà possibile disporre di una connettività sufficientemente veloce. Questo obiettivo potrà essere concretizzato grazie all’accordo che sarà firmato a breve tra la Regione Toscana e la Provincia di Prato e che metterà in movimento un milione e seicentomila euro. Un milione il finanziamento della Regione, 600mila quello della Provincia.

Le linee guida sono state illustrate ieri mattina in una conferenza stampa a palazzo Banci Buonamici, presenti l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Salvadori e l’assessore all’innovazione Alessio Beltrame. Perché un assessore con delega all’agricoltura? Perché la banda larga non solo dovrà essere messa al servizio dei cittadini e degli enti pubblici, ma anche delle imprese. E parlando di Valbisenzio e Montalbano ecco che scatta l’associazione con le aziende agricole e turistiche che sempre più, per essere competitive, devono possedere nuove tecnologie in grado, ad esempio, di sviluppare al meglio l’informazione via web o il commercio elettronico. «Grazie a questo progetto - spiega l’assessore regionale Salvadori - internet arriverà in zone dove imprese agricole e turistiche vanno tutelate». «E’ nostra intenzione completare la connettività sull’intero territorio migliorando allo stesso tempo anche la qualità dei collegamenti - informa assessore provinciale Alessio Beltrame - passando dall’Adsl base almeno al raggiungimento dei 2 Mb entro il 2013 e i 30 Mb entro il 2020, così come prevedono gli obiettivi nazionali ripresi dalla giunta regionale. Proseguiamo, così, nelle finalità che stanno alla base del nostro progetto “Internet Liberi Tutti”: la banda larga per tutta la provincia, WiFi libero e connessioni veloci per le sedi comunali (scuole, biblioteche, centri civici)».

L’infrastruttura di rete sarà pubblica e una volta completata sarà individuato, con le opportune modalità, il gestore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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