Il Tirreno

Prato

Insegnanti di sostegno «Risorse insufficienti»

di Valentina Ceccatelli
 Insegnanti di sostegno «Risorse insufficienti»

Appello delle scuole cattoliche: «Problematico assistere i bambini disabili» Il vescovo Simoni: E’ una discriminazione che non può essere accettata»

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PRATO. La disabilità resta, sia che i bambini vengano iscritti alla scuola pubblica che vengano iscritti alla scuola paritaria cattolica, e i bambini con disabilità non sono un problema ma, nelle parole della presidente della Fism Prato Paola Pierazzo, una ricchezza per i compagni: questo il senso del convegno che si terrà domani 24 marzo all'Hotel Datini, dalle 9 al primo pomeriggio.

Il problema sollevato dal vescovo Gastone Simoni e da Roberto Macrì, che si occupa del coordinamento delle scuole paritarie cattoliche della Diocesi pratese e della Fondazione Santa Rita, riguarda la copertura dei costi degli insegnanti di sostegno per bambini con disabilità certificata che, al momento, ricadono sul bilancio delle 24 scuole cattoliche di Prato.

«Ci occupiamo di 3268 alunni di tutte le età, 47 necessitano di sostegno - spiega Roberto Macrì - forniamo 24.200 ore di sostegno annuali, 12 ore settimanali. I ragazzi hanno disabilità certificate, come richiesto dalla normativa. Noi li accettiamo non solo per obbligo, ma perché aiutare i più bisognosi fa parte del nostro Dna».

I problemi iniziano quando si guarda al versante economico della questione.

«Abbiamo 31 insegnanti di sostegno - aggiunge Macrì - significano 568.000 euro di costi per le nostre scuole, di cui più di 300.000 a carico del loro bilancio. Le famiglie con bambini disabili non pagano rette più alte, tutte le famiglie degli iscritti si tassano di 30 euro; restano 190.000 euro a carico degli istituti, senza contare i 250.000 euro di cui le scuole si fanno carico nel caso delle 60 esenzioni totali dalla retta e delle 161 esenzioni parziali. La retta si aggira sui 127 euro mensili, e l'8% dei nostri ragazzi sono stranieri. Questo dato, smentisce anche la presunta confessionalità delle scuole, visto che la grande maggioranza degli alunni stranieri provengono da famiglie musulmane che vivono nella nostra città».

La richiesta della copertura dei costi del sostegno, che verrà inoltrata ai presidenti di Camera e Senato con una petizione, poggia su basi normative solide.

«La sentenza della Corte costituzionale che boccia la norma della Finanziaria che pone un tetto di spesa per gli insegnanti di sostegno è fondamentale, e il sostegno dev'essere tutelato dal legislatore - spiega l'avvocato Guido Giovannelli - il sostegno non è insegnamento in senso stretto, ma la sua facilitazione: lo Stato obbliga le scuole paritarie ad accogliere bambini con disabilità, ma nega loro i fondi necessari per poterli inserire. Ci sono sentenze ottenute da famiglie in cui il Ministero dell'istruzione è stato condannato per non aver fornito i fondi necessari al sostegno dei figli, iscritti alle scuole paritarie». Sono queste sentenze a dare forza alla richiesta della diocesi.

«Non è possibile che un bambino venga discriminato per il semplice fatto che è iscritto a una scuola paritaria - dice il vescovo Gastone Simoni - è un'ingiustizia gravissima. Vorrei ricordare - conclude don Simoni - che le scuole paritarie sono pubbliche secondo la legge dello Stato italiano, anche se il soggetto che le promuove è privato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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