Finanza
Ex dipendenti Sasch sotto torchio
Hanno testimoniato davanti al giudice che ha deciso sequestri per 82 milioni
PRATO. Si è tenuta a porte chiuse ed è proseguita fino al tardo pomeriggio di mercoledì l’udienza davanti al giudice Raffaella Brogi sul ricorso presentato dagli ex amministratori del gruppo Sasch (tra cui il sindaco Roberto Cenni) contro i sequestri di beni per 82 milioni di euro disposti dal giudice su richiesta dei curatori fallimentari Castoldi e Ricci (quest’ultimo poi sostituito da Sonia Chiti).
Il giudice si è riservato sulla richiesta di alcuni dissequestri “minori” (conti correnti sui quali vengono pagate le bollette, alcune auto) e deciderà nei prossimi giorni.
Intanto ha riformulato il quesito al quale dovrà rispondere il perito Marco Bianchi di Varese, nominato dal giudice per fare chiarezza sugli aspetti contabili della complessa vicenda. Il perito si è preso 60 giorni di tempo per consegnare la sua relazione e il termine scatterà dal prossimo 2 aprile, dunque non ci sarà una risposta prima di giugno.
Al perito le parti in causa hanno affiancato i propri consulenti tecnici di parte, che potranno fare le loro osservazioni, anche se l’ultima parola spetta comunque al professionista indicato dal giudice.
Ma l’udienza è servita anche per compiere attività istruttoria. In particolare sono stati sentiti due ex dipendenti della Sasch, entrambi del settore amministrativo. Sono gli stessi che, insieme ad altri ex dipendenti, erano già stati sentiti dai due curatori. Secondo l’avvocato Gianni Baldini, che assiste la famiglia Cenni, i due ex dipendenti avrebbero in qualche maniera “ammorbidito” le loro precedenti dichiarazioni, mentre Leonardo Masi, l’avvocato che rappresenta i curatori, ha preferito non commentare.
L’udienza è stata poi rinviata al 30 marzo, quando verranno ascoltati altri ex dipendenti del gruppo Sasch che avevano parlato di irregolarità nella gestione contabile dell’azienda.(p.n.)
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