Attenzione
Un restauro a tutto sponsor
L’opera di Henry Moore sarà ripulita grazie al Collegio dei geometri e ad un pool di imprese locali
PRATO. Il paziente giace sul prato verde di piazza San Marco. Aspetta le cure che il medico - in questo caso, il collegio dei geometri pratesi - si era offerto di prestare un po' di tempo fa. Cure salate, una spesa intorno ai 60mila euro. La novità è che ora si sono trovati quei soldi per la medicina che rimetterà in piedi il "Buco" dell'artista scozzese Henry Moore, omaggio alla città contemporanea, stretta nella morsa di smog e delle muffe che ne corrodono il marmo di pregio. Ha funzionato l'appello lanciato dal Collegio dei geometri, il primo ad accorrere al capezzale del monumento commissionando il progetto di restauro a un'eccellenza del settore come il centro Restauri Piacenti spa. Il destino della scultura minata da funghi e microfratture, la stessa che nel 1974 i fiorentini non vollero (fu spostata da Forte Belvedere a piazza San Marco dove ricordava la presenza dell'antica porta medievale), ha toccato il cuore a un gruppo di aziende pratesi. Una rosa di 17 sponsor ha messo mano al portafoglio per coprire circa metà del'importo dell'intervento di restauro a carico del collegio dei geometri. Ormai è questione di giorni: entro marzo sarà allestito il cantiere della Piacenti con una serie di pannelli pubblicitari intorno al ponteggio che daranno visibilità ai nomi degli sponsor.
La promessa di Alessandro Guarducci, presidente del collegio dei geometri, è che «prima dei festeggiamenti dell'8 settembre il monumento sarà restituito alla città». La maratona in soccorso del "Buco" di Moore non finisce qui. "Ogni altro sponsor è benvenuto", fa presente Guarducci (gli interessati possono contattare la segreteria del collegio al 0574 574855). Tra i nomi dei 17 sponsor spuntano due big del distretto come la Furpile e la Rifinizione Nuove Fibre ma la provenienza dai settori è eterogenea (energie rinnovabili, edilizia, servizi e ristorazione). A salutare questo connubio tra pubblico e privato è l'assessore alla Cultura Anna Beltrame: l'iniziativa del restauro vede infatti il patrocinio del Comune nella misura in cui il committente non dovrà pagare il canone di occupazione del suolo pubblico. «Speriamo che questo primo recupero di una grande opera d'arte contemporanea, frutto di una partnership tra amministrazione, collegio geometri e sponsor privati, non sia l'unico. Ci sono ancora tante opere da restaurare a Prato. Mi viene in mente, ad esempio, l'opera di Santi di Tito appena acquisita dal Comune».
Il rivestimento che proteggerà le operazioni di restauro, alto otto metri, avrà le dimensioni di un cubo con teloni e pannelli pubblicitari. «La struttura del ponteggio -spiega Giammarco Piacenti, presidente della Piacenti spa - è stata pensata per prevedere delle piccole visite al cantiere». Ecco l'elenco degli sponsor scesi in campo: Aldrovandi Edilizia, Bcc Area Pratese, Campinoti e Bozzoni, Capp Plast, Fip, Fincasa, Furpile, Gospe Edilizia e Comed, Guarducci Mario, Ilaria Nistri, La Limonaia di Villa Rospigliosi, Mcl Servizi, Margerri, Moltola Trasporti, Opera Prima, Pinzani Costruzioni e Nuove Fibre. (m.l.)
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