Sicurezza
Ponte al Soccorso: solo stroncature e sospetti a valanga
Il no deciso di Sel, del comitato e del circolo del Soccorso. Perplessità del Pd sulla genesi e sui costi dello studio
PRATO. Stroncatura e sospetti. Questo è l’esito dell’avallo dato dallo studio della società romana Iride al progetto di raddoppio della Declassata al Soccorso presentato l’altro giorno a sindaco e maggioranza. Stroncatura perché i cittadini stanno insorgendo, sospetti invece sulla genesi dell’affidamento dello studio. Che ha applicato parametri, modelli matematici, dati inconfutabili, certamente, ma che è stato coordinato da una persona che certamente l’assessore alle Grandi opere Filippo Bernocchi conosce. Altri dati di fatto: il coordinatore del pool di tecnici dell’Iride è l’ingegnere Mauro Di Prete membro anche della commissione Covis del ministero dell’Ambiente che ha il compito della valutazione degli investimenti alla programmazione e gestione degli interventi ambientali. In pratica occupa l’ufficio di fianco - si fa per dire - a quello della commissione di valutazione dell’impatto ambientale (Via), sempre del ministero dell’Ambiente, occupata, tra gli altri, dal’avvocato Filippo Bernocchi. Possibile che i due professionisti si siano incontrati e scambianti opinioni sul pacchetto delle grandi opere? E’ una domanda sulla quale sta riflettendo anche il gruppo consiliare Pd. Assieme a un’altra questione: costi e metodo di assegnazione dello studio all’istituto Iride. L’indagine effettuata da una delle strutture certamente più competenti in materia, ha però avuto un costo di 97mila euro e l’assegnazione è stata invece per affidamento diretto.
Sul fronte delle conclusioni dell’indagine il disagio è forte. Nella base, tra i cittadini, perché ancora i partiti del centrosinistra, tranne Sel (che boccia con determinazione la scelta del ponte), tacciono. La prima levata di scudi è del comitato del Soccorso. Filippo Bonanni, portavoce, parla di «risultato scontato»che «fa credere all’assessore Bernocchi di aver finalmente ottenuto l’investitura per poter proseguire con la realizzazione del viadotto, con la speranza che i cittadini si rassegnino». Ed è proprio sull’atteggiamento «arrogante e di totale disinteresse verso le istanze dei cittadini» che il comitato è disposto a dare battaglia: «Fino alle barricate» promette Bonanni. Il comitato ribadisce e rilancia: «il viadotto è la soluzione peggiore per inquinamento acustico e atmosferico; da oggi a Prato non si realizzerà più alcuna opera pubblica interrata come sottopassi e parcheggi perché ora sappiamo che l’impatto ambientale è vincolante e non esistono opere di mitigazioni o miglioramento; che dire poi della proposta di collocare sotto il ponte degli esercizi commerciali: un bar, un’edicola e il mercato rionale? Splendide casette prefabbricate in cui di giorno si entrerà con i tappi per le orecchie e che di notte saranno presidiate da vigilantes pagati dagli esercenti». A intervenire è anche il circolo pd del Soccorso che chiede agli amministratori se pensano veramente che un’opera così invasiva che vivrà per almeno 50 anni «in mezzo al quartiere più popoloso di Prato possa essere anche lontanamente paragonata ai disagi di un seppur grande cantiere della durata di due anni, con il problema della collocazione e dello smaltimento delle terre di scavo, con lo spostamento di una fognatura, con 7 milioni di euro di costi aggiuntivi della soluzione dell'interramento». «E’ sempre più intollerabile - concludono- il peso di amministratori che governano solo con l'orizzonte delle proprie scelte rivolto alla scadenza elettorale». (c.o.)
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