Attenzione
Non batte lo scontrino un negoziante su due
L’esito dei controlli della Finanza, ma l’evasione si concentra nelle attività gestite da commercianti cinesi (82%) rispetto a quelle gestite da italiani (35%)
PRATO. Non si sono accaniti sui cinesi, ma è lì che hanno trovato il grosso dell’evasione. Su 39 esercizi commerciali gestiti da orientali, 32 (pari all’82%) non avevano staccato lo scontrino, mentre sulle 91 attività gestite da italiani le sanzioni sono state 32 (il 35%).
E’ il risultato di controlli compiuti dalla guardia di finanza dal 12 al 18 marzo e illustrati ieri dal colonnello Gino Reolon, dal maggiore Edoardo Marzocchi e dal tenente Giorgio Silvestri.
E se nel caso degli operai clandestini impegnati nelle confezioni i cinesi hanno qualche “alibi”, non ultimo il fatto di non poterli facilmente regolarizzare, per i negozi non c’è giustificazione: italiani e cinesi partono alla pari, dunque da parte dei secondi c’è una maggiore propensione a evadere.
Nei controlli della Finanza è incappato anche il titolare italiano di un ristorante di Poggio a Caiano che si era “dimenticato” di staccare uno scontrino da 250 euro. Stesso discorso per un ristorante cinese appena aperto a Prato, che aveva omesso di battere uno scontrino di 194 euro. Entrambi pagheranno una sanzione di 129 euro.
Complessivamente sono stati controllati, su tutto il territorio provinciale, 15 bar e pasticcerie, i due ristoranti, 9 ambulanti, 12 tra alimentari e panifici, 5 parrucchieri oltre a gelaterie, paninoteche, centri estetici, erboristerie, cartolerie, negozi di abbigliamento e calzature.
Com’è già avvenuto in altre parti d’Italia, vedi il blitz di qualche settimana fa a Cortina, anche a Prato si è verificato il “miracolo” della moltiplicazione degli scontrini quando si è sparsa la voce tra i commercianti che c’era in giro la guardia di finanza. I finanzieri infatti hanno riservato un trattamento particolare a una parrucchiera, una gelateria, un ristorante e un centro estetico. Si sono presentati di mattina per il controllo e poi hanno verificato quanti scontrini erano stati battuti, confrontandoli con quelli emessi il giorno prima. Nel caso della gelateria il numero degli scontrini è quasi raddoppiato, e l’arrivo della primavera non ha nulla a che vedere con la ritrovata onestà del negoziante.
«Ci siamo mossi con una certa discrezione - ha spiegato il colonnello Reolon - e certamente non abbiamo intralciato le attività commerciali. Insomma, ci siamo fatti vedere. In generale abbiamo constatato che chi batte gli scontrini continua a batterli anche quando ci sono i finanzieri nelle vicinanze e chi non li batte continua a non batterli».
Durante i controlli sono stati sequestrati anche tre videopoker perché si è accertato che, con la probabile complicità dei noleggiatori, i gestori avevano disconnesso il collegamento coi Monopoli di Stato.
Paolo Nencioni
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