Il dolore
Nella maxi-confezione 29 operai al nero
Doppio blitz nell’ex lanificio di via Lido Gori: denunciate 18 persone, italiana riscuoteva l’affitto
PRATO. Formalmente si tratta di una sola azienda e di una sola partita Iva, ma è quasi certo che in realtà siano due o più le società di fatto controllate nei giorni scorsi dai finanzieri agli ordini del maggiore Marzocchi in un ex lanificio di via Lido Gori, una parallela di via Nenni.
All’interno del capannone, frazionato in più unità, i finanzieri hanno trovato 29 lavoratori assunti a nero, di cui 13 clandestini.
Complessivamente la guardia di finanza ha sequestrato cinque immobili e ha denunciato ben 18 persone, di cui 16 cinesi e due italiani, responsabili a vario titolo delle violazioni in materia di manodopera clandestina e abusivismo edilizio.
Ma oltre a questi numeri, colpiscono altre cifre: 151 le postazioni di lavoro trovate dalla Finanza, che farebbe dell’insediamento di via Gori uno dei più importanti, se non il più importante, trovato negli ultimi anni in città.
All’interno del capannone erano stati realizzati con strutture in cartongesso ben 31 posti letto per gli operai. Altri dipendenti erano stati sistemati in un locale ad uso ufficio, attiguo all’ex lanificio.
Ma le sorprese non erano finite: quello che sembrava un normale armadio si è rivelato invece l’accesso per altri locali dove dormivano i cinesi. E’ bastato aprire le ante dell’armadio e scostare una tenda per scoprire un’apertura nel muro che conduceva a un altro dormitorio. Uno stratagemma che era già stato usato in altre occasioni.
Uno dei clandestini è stato trasferito al Cie di Modena per l’espulsione, mentre sono in corso controlli fiscali e previdenziali che verranno sviluppati in seguito.
Sempre in via Gori sono tornati martedì mattina anche i carabinieri, che hanno controllato quattro confezioni cinesi, insieme a personale di polizia municipale, Direzione del lavoro, Inps, Inail e Asl. Sono stati trovati quattro clandestini e sequestrati 78 macchine da cucire.
Due capannoni sono stati sequestrati a causa degli abusi edilizi accertati e due confezionisti cinesi sono stati denunciati.
Complessivamente la superficie interessata dall’intervento è di 360 metri quadri. La polizia municipale ha accertato che a proprietaria degli immobili è una donna pratese che ha stipulato quattro contratti di affitto coi cinesi per i quali percepisce 39.480 euro all’anno.
Pessime le condizioni igieniche di sicurezza: una porta antincendio era stata sbarrata dall’interno con un tubo metallico e ostruita con scatole e materiali di lavorazione.
In caso di incendio gli operai avrebbero rischiato di rimanere intrappolati all’interno. Sono state rimosse 9 bombole di gpl. (p.n.)
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