Attenzione
«Il sociale motore della rigenerazione»
Federico Mazzoni sul futuro dell’ospedale: «Impossibile abbattere gli edifici». Perplesso il Pd
PRATO. Mitigare l’impatto del Misericordia e Dolce: «Con riequilibri, compensazioni di volumi, ma soprattutto prendendo in considerazione non solo l’area sulla quale nascono i due edifici dell’Asl dentro le mura, ma tutto quello che c’è intorno: piazza Macelli, piazzale Ebensee, Officina Giovani, la caserma dei vigili, l’ex Lucchesi». E’ l’approccio di Federico Mazzoni, ingegnere, presidente Epp, cuore nel centrodestra, alla questione della destinazione futura dell’area dell’ospedale. Come l’altro ingegnere, Stefano Ciuoffo, cuore vicino al centrosinistra, per il riutilizzo e la messa a valore del complesso, scarta l’abbattimento totale «che è effettivamente impraticabile proprio per i costi», ma ne vede un ridimensionamento: «Non credo sia difficile poter trasferire alcuni volumi da un’altra parte, per esempio nel piazzale Ebensee che una volta chiuso l’ospedale potrebbe essere riutilizzato, per evitare carichi eccessivi al centro storico già problematico e per non sottrarre valore ai beni dell’Asl». Il motore che potrebbe muovere la macchina della riqualificazione di una delle più grandi porzioni di città da ridisegnare, dovrebbe essere, anche secondo Mazzoni, l’edilizia sociale «con un progetto integrato - continua - che preveda una porzione destinata ai privati, un’ altra ai servizi pubblici, un’altra ancora alle esigenze del sociale. Il cui concetto - aggiunge - deve cambiare. Fino a ora si sono costruiti delle sorti di magazzini dove stoccare il disagio. E’ necessario invece avere la consapevolezza di realizzare beni materiali che devono servire, per un periodo, a riaccompagnare le fasce più problematiche dentro dinamiche sociali». Con un’attenzione particolare alle nuove esigenze: «Non esistono situazioni abitative possibili, per esempio - dice - per i padri separati o per alcuni tipi di malati che hanno bisogno di assistenza domiciliare». Approccio pragmatico anche quello di Federico Mazzoni che non lesina critiche alla legge regionale sull’alienazione dei beni: «Una normativa forzante - spiega - che di fatto espropria i Comuni dalla potestà della rigenerazione del territorio, ma che voglio leggere in positivo: non serve contrastare la legge, serve superarla confezionando un progetto serio, condiviso e concreto che la Regione non potrà che approvare». Gli strumenti, secondo Mazzoni, non vanno cercati nella politica: «Ma nella buona tecnica che con realismo progetta e risolve».
Molto perplesso invece sull’idea di abbattimento dell’ospedale resta il Pd. Secondo Maurizio Calussi, membro della segreteria, consigliere comunale: «Il problema non sono qualche centinaio di appartamenti, il problema è politico perché la giunta Cenni non è stata capace di elaborare proposte convincenti».
Cristina Orsini
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