La manifestazione
False fatture, coinvolta società pratese
La Finanza acquisisce documenti della Agrifina, già proprietaria della Fattoria Medicea di Tavola. Un caso internazionale
PRATO. Ha un nome la società pratese coinvolta nella vicenda delle presunte false fatture per 100 milioni di euro prodotte in Olanda e smerciate in diversi paesi europei, oltre che in Italia. Si tratta della Agrifina, una società in accomandita semplice con sede in via Moggi e che fa capo all’imprenditore Riccardo Manetti, 45 anni. Ammonterebbe ad alcuni milioni di euro, forse 10, il valore delle fatture attribuibili alla società. Ed è la stessa Agrifina che qualche anno fa era proprietaria della Fattoria Medicea di Tavola, prima di venderla nel 2006 per oltre 17 milioni di euro ad alcuni big del settore immobiliare.
La storia delle false fatture fabbricate da una società con sede ad Amsterdam è emersa per la prima volta la scorsa settimana quando i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno compiuto perquisizioni in nove città italiane, tra cui Prato, su disposizione di Eurojust, l’organismo che dall’Aia coordina la lotta al crimine in Europa.
L’inchiesta, che interessa anche le Procure di Palermo, Genova, Bologna, Cagliari, Milano, Reggio Calabria, Roma e Firenze, ipotizza i reati di riciclaggio e frode fiscale.
Il meccanismo sarebbe sempre il solito: una società “cartiera” emette fatture per operazioni inesistenti e le vende agli imprenditori che le usano per abbattere i ricavi e dunque pagare meno tasse, o non pagarle affatto.
Il solito sistema, usato però in grande stile: fatture smerciate non solo in Italia, ma anche in Spagna, Lussemburgo, Finlandia, Polonia, Portogallo, Germania. Da questi paesi, poi, il denaro sarebbe stato riciclato attraverso operazioni finanziarie in Svizzera, a Montecarlo e a Dubai.
A Prato l’inchiesta è affidata al sostituto procuratore Giuseppe Ledda, che mantiene il più stretto riserbo sugli atti di indagine. La scorsa settimana i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno acquisito documentazione nello studio del commercialista Alberto Bardazzi (anche lui preferisce non commentare) e ora le carte sono al vaglio degli investigatori. Nel frattempo la società Agrifina ha fatto istanza al Tribunale del riesame per il dissequestro di alcuni beni e i giudici si pronunceranno nei prossimi giorni.
Le quote della società di via Moggi sono solo minima parte nel portafoglio di Riccardo Manetti (socio accomandatario) e in gran parte appartengono alla Oikia, una srl con sede a Piacenza che fa capo a Chiara Balordi.
Ma l’Agrifina potrebbe non essere l’unica società coinvolta nel giro delle false fatture. Altri pratesi potrebbero aver fatto la spesa alla “cartiera” olandese.
Paolo Nencioni
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