La manifestazione
Rifiuti, stop al contributo Sistri
Vignolini: «E’ un sistema di tracciabilità che per le imprese si traduce in ulteriori costi e che non funziona»
PRATO. Le imprese chiedono lo stop al contributo Sistri 2012. Dopo due anni, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti introdotto per semplificare le procedure attraverso l'informatizzazione dei processi, di fatto, non è mai entrato in vigore e si è tradotto in un ulteriore costo. Alla luce di queste considerazioni Moreno Vignolini, dirigente di Confartigianato Prato, si unisce al coro di no delle associazioni di categoria per chiedere un azzeramento del contributo che per l'anno in corso viene percepito dai piccoli imprenditori come un atto vessatorio. «Alle imprese si chiede di continuare a versare soldi per un sistema che allo stato attuale non funziona e produce solo costi - afferma Vignolini - ci appelliamo pertanto al buon senso del ministro affinché il sistema diventi quanto prima operativo, altrimenti a questa spesa se ne aggiungeranno altre, oltre a quelle già sostenute in termini di risorse e tempo impiegati».
Che la situazione sia diventata insostenibile lo testimoniano i continui rinvii dell'operatività del sistema. «Ad oggi - spiega Giulio Lupi, responsabile di "L'Impresa service", la società di Confartigianato che eroga servizi ambientali - l'entrata in funzione del Sistri è stata prorogata al 30 giugno di quest'anno per tutte le categorie di imprese, salvo quelle sotto i dieci dipendenti, per le quali deve essere emanato un decreto che darà disposizioni più precise sui tempi di attuazione che comunque non potranno essere anteriori al 30 giugno».
In questo clima di attesa e malcontento diffuso le associazioni di categoria sono scese sul piede di guerra. «Questo sarebbe il terzo contributo che le aziende verserebbero senza poter usufruire dei vantaggi del Sistri - sottolinea Lupi - per l'anno 2010 e per il 2011 gli artigiani hanno già effettuato versamenti, oltre ad aver impegnato risorse per introdurre in azienda il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, installando i nuovi dispositivi usb, la scatola nera che seguirà i rifiuti e impiegando tempo in formazione e richieste continue di assistenza per un progetto che presenta ancora molte lacune». Cifre che in alcuni casi si sono rivelate poco sostenibili, specie per quelle piccole imprese artigiane già alle prese con le difficoltà legate alla crisi economica. Pertanto, è partita da Roma presso il ministero una protesta di Rete Imprese Italia (organismo nel quale confluisce anche Confartigianato) che sfocerà in una class-action per chiedere un risarcimento materiale dei danni subiti. «L'azione è stata pensata per coinvolgere anzitutto i soggetti che esercitano per professione l'attività di gestione dei rifiuti, in quanto sono anche quelli che pagano i contributi maggiori e che finora hanno sostenuto i costi più alti - conclude il responsabile di L'Impresa Service - con l'obiettivo che poi facciano da traino a tutte le altre imprese, se il Governo non deciderà di fare marcia indietro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
