Italia
La Finanza “congela” i surgelati
Sequestrate 23 tonnellate di alimenti importate illegalmente dalla Cina
PRATO. Brutto colpo per un importatore cinese residente in città che si è visto sequestrare nei giorni scorsi ben 23 tonnellate di alimentari all’Interporto di Rivalta Scrivia, in provincia di Alessandria. La guardia di finanza di Tortona gli contesta di aver fatto passare la merce surgelata per congelata, allo scopo di risparmiare sui costi di trasporto. Inoltre l’importatore, di cui non è stato reso noto il nome, avrebbe acquistato la merce da una società che non figura in uno speciale elenco del Ministero della Salute, iscrizione necessaria per esportare alimenti surgelati.
La vicenda ha origine nel gennaio dell’anno scorso quando un primo stock di prodotti alimentari surgelati partirono da Shanghai per giungere, dopo un viaggio di circa un mese, al porto di Genova e quindi all’Interporto di Rivalta Scrivia in provincia di Alessandria, per essere definitivamente importati nel territorio italiano. Si trattava di una partita di circa 20 tonnellate di cibo, surgelato e interamente destinato al mercato gastronomico nazionale. L’intero stock era stato concentrato nei magazzini della società importatrice, una società di capitali riconducibile a una coppia di coniugi cinesi situata alla periferia di Milano. Ulteriori accertamenti hanno permesso di individuare un altro soggetto di nazionalità cinese che, allo stesso modo, operava attraverso una società di capitali di Prato di cui era rappresentante legale. Nella circostanza, gli alimenti, dal peso complessivo di 23 tonnellate, sono stati sequestrati dai finanzieri e dai doganieri direttamente presso l’Interporto di Rivalta Scrivia.
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