Il dolore
Risale il valore delle case ma gli acquirenti mancano
Dopo i ribassi del 20% dovuti all’incertezza economica adesso va un po’ meglio Le banche però frenano coi mutui e alla fine molti scelgono la strada dell’affitto
PRATO. Non è una novità che con l’inizio della crisi finanziaria anche quello che sembrava un rifugio sicuro come il bene-mattone non abbia tenuto, accusando, nei momenti di maggiore incertezza economica, ribassi di oltre il 20% . Ma ora che i prezzi degli immobili residenziali stanno lentamente riprendendo quota il mercato non è in ripresa, anzi, le banche frenano la voglia di acquistare casa dei pratesi facendo crollare ulteriormente le compravendite. I dati del secondo semestre del 2011 presi in considerazione dall’osservatorio immobiliare dell’Agenzia del territorio, fotografano una situazione lievemente più rassicurante per chi una casa ha bisogno di venderla. La realtà dei fatti però è un’altra: mentre i proprietari si sfregano le mani pregustando il grande affare, sono poche le trattative che vanno a buon fine. «Il punto è che con le forme contrattuali che circolano oggi, soprattutto tra i giovani – afferma Pietro villani, presidente Fiap (Federaizone italiana degli agenti immobiliari) – gli istituti bancari hanno smesso di erogare mutui, salvo dietro presentazione di adeguate garanzie contribuendo così alla stagnazione del mercato immobiliare. Quando saranno terminate le garanzie date da risparmi e patrimoni dei genitori o dei nonni, per i più giovani acquistare casa diventerà un problema ancora più serio se le banche non sbloccheranno l’accesso al credito quanto prima».
Dalla mappa dei prezzi rilevata dall’osservatorio immobiliare, in alcune zone si registra una aumento del valore delle case, che oscilla dai 50 ai 100 euro al metro quadrato rispetto al primo semestre del 2011. E’ accaduto nel quartiere Nord di Prato: qui, tra Galceti, Villa Fiorita, Figline e Cerreto, acquistare un immobile residenziale in stato conservativo “normale” costa un po’ di più rispetto all’inizio dell’anno: il valore di mercato al metro quadro è leggermente aumentato passando da un massimo di 2.650 al metro a 2.700. Anche le quotazioni immobiliari riferite alla fascia adiacente al centro storico (viale della Repubblica e viale Montegrappa) hanno subito un ritocco verso l’alto: chi ha intenzione di compare casa da queste parti , per un’abitazione conservata in ottimo stato spenderà cinquanta euro in più al metro quadrato rispetto a qualche mese fa: la forbice oscilla tra i 2.400 e i 3.000 euro al metro. Per non parlare delle roccaforti del lusso: per acquistare casa alla Castellina, alla Pietà o in Giolica, in posizione collinare, occorrono fino a 3.500 euro al metro per una villetta. Sull’ascesa dei prezzi non è pienamente d’accordo Pietro Villani, che contesta il metodo con cui viene condotta l’analisi per la rilevazione dei valori degli immobili. «Le compravendite sono in calo così come le quotazioni immobiliari – premette - ciò non significa che i dati dell’osservatorio non siano attendibili, solo che non rispecchiano esattamente la situazione attuale del mercato, in quanto si basano su atti di compravendita avviati almeno sei o sette mesi prima del periodo in cui si effettua l’analisi, e quindi non corrispondono al reale valore dell’immobile nel momento in cui vengono diffusi».
Se un tempo a trainare il mercato delle locazioni erano immigrati e single (liberi professionisti o giovani in cerca di indipendenza), adesso il ritorno in famiglia dei figli, provocato dalla crisi, unito alla stretta creditizia hanno fatto scendere i prezzi degli affitti e diminuire il numero di trattative portate a termine. «Anche il mercato delle locazioni sta soffrendo – aggiunge Villani – i prezzi degli affitti sono calati fino al 20%, cioè se prima per un bilocale si spendevano 650 euro al mese, adesso il prezzo si aggira intorno ai 550. Questo perché l’offerta degli immobili è sempre più ampia e la domanda è diminuita: il fatto che le banche non eroghino mutui spinge chi è in cerca di casa a scegliere l’affitto, ma anziché andare a vivere da solo opta per soluzioni meno costose come tornare a vivere in famiglia o insieme a qualcun altro».
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