Attenzione
Raddoppio, pronta la super indagine: promosso il ponte
Lo studio presentato ieri al sindaco e alla maggioranza Cenni: «Capire meglio criteri e interventi di mitigazione»
PRATO. Il giudizio è di quelli che pesano: fatto dall’istituto romano Iride che si occupa di analizzare l’impatto delle grandi opere e che lavora soprattutto con i ministeri.
Per la società che ha avuto incarico quattro mesi fa dal Comune di analizzare fattibilità, carico, impatto, del raddoppio della Declassata al Soccorso - una serie di progetti che vanno dal raddoppio col terrapieno fino al tunnel - restano pochi dubbi: gli interventi che sulla base di alcuni specifici criteri (quantità di terra da eliminare, qualità dell’aria, inquinamento acustisco, disagi provocati dal cantiere, costi, spostamento di sottoservizi eccetera) risultano, secondo modelli matematici complicatissimi, di maggiore fattibilità, restano quelli per i quali non c’è necessità di scavare: terrapieno e ponte. Questo è stato comunicato ieri pomeriggio ai membri della maggioranza (una riunione ristretta al sindaco, coordinatori e capigruppo), dal responsabile del pool di tecnici dell’Iride, ingegnere Mauro Del Prete che ha ricevuto l’incarico dall’assessore alla Grandi Opere Filippo Bernocchi. Tre ore di spiegazioni fitte fitte con slide e tabelle, al termine delle quali però il sindaco Roberto Cenni ha chiesto un ulteriore approfondimento. «Il materiale che ci ha presentato la società è tanto ed è complesso. C’è bisogno quindi di un po’ di tempo per capirlo approfonditamente e per arrivare ad avere delle consapevolezze». Che il sindaco otterrà ristudiando tutto daccapo con l’ausilio anche dei tecnici del Comune. «Da verificare - aggiunge - sono proprio i criteri utilizzati dalla società, che ha usato dei modelli standard che si applicano alle grandi opere siano queste il passante di Mestre, il ponte sullo stretto di Messina o il raddoppio al Soccorso. Voglio chiarirmi meglio le idee - conclude - sugli interventi possibili di mitigazione nel caso di interventi che prevedano l’andare sotto terra». Presenti i coordinatori dei partiti tra i quali Riccardo Mazzoni, Pdl e Giovanni Bambagioni, Udc, i capigruppo ma anche alcuni degli assessori interessi all’intervento: Goffredo Borchi e Roberto Caverni. Pochi i commenti, perchè la fase è delicata. Nessuno da parte dell’assessore più coinvolto, Bernocchi da sempre sostenire del ponte: «Si deve pensare - dice unicamente - a ciò che è fattibile con i mezzi e gli strumenti a disposizione».
Tempi stretti per le decisioni in vista di quei 16 milioni previsti dal governo ma non ancora stanziati. Ora il sindaco si prenderà una pausa di riflessione, poi verrà il momento del confronto con i cittadini e della scelta definitiva. Dal quel punto in avanti inizierà l’iter romano: con tre ministersi a cui rendere conto (Infrastrutture, Ambiente Cultura), con il Via (Valutazione impatto ambientale) da fare e con il passaggio al Cipe per i fondi.
Cristina Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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