Finanza
A Caverni la Passerella piace col pavimento
PRATO. Se fosse stato per lui, quella passerella l'avrebbe ripavimentata secondo lo stile originario. In questo modo, sarebbe stato bello e non si sarebbe fatto un torto alla storia e alla memoria...
PRATO. Se fosse stato per lui, quella passerella l'avrebbe ripavimentata secondo lo stile originario. In questo modo, sarebbe stato bello e non si sarebbe fatto un torto alla storia e alla memoria del passato.
«Ma non c'erano i mezzi e la priorità era mettere in sicurezza la struttura per i cittadini»: così interviene l'assessore comunale Roberto Caverni sui lavori pubblici alla Passerella sul Bisenzio.
Il rifacimento della pavimentazione della passerella che congiunge le due sponde del Bisenzio (attribuita, erroneamente, nell'immaginario collettivo all'ingegnere Pier Luigi Nervi, lo stesso che ha realizzato l'omonima aula in Vaticano), nei giorni scorsi aveva fatto discutere i passanti e alcuni architetti pratesi, tra cui anche Giuseppe Guanci, uno dei massimi studiosi del passaggio di Nervi a Prato ed esperto di archeologia industriale.
«L'anno scorso - spiega Caverni - avevo commissionato uno studio all'ufficio in assessorato per ristrutturare anche le ringhiere della passerella. La pavimentazione a mattonella di bitume, caratteristica del periodo del Nervi, era saltata tutta divenendo così pericolosa. Del resto, le ultime piastrelle erano già state sostituite qua e là da pezzi di cemento. Abbiamo preferito fare un tappetino di usura con un manto di 3 centimetri di asfalto facilmente asportabile. Non era così scontato trovare quelle mattonelle così com'erano una volta e di cui ce n'era rimasto solo un terzo. Parliamo di un materiale che, per quanto possano dirne gli architetti, non è certo di pregio». (m.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google