Il Tirreno

Prato

La città e la cultura del tempo presente

Formichella (Pd): «Metastasio e Pecci devono essere i capisaldi della missione ma per Cenni il museo è un figlio illegittimo»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Mentre la costruzione del Centro Pecci 2 prosegue, finalmente, senza interruzioni, si guarda al futuro, del museo e della cultura in città, più in generale.

Il Pd ha un progetto chiaro in testa, elaborato dal responsabile area cultura del Coordinamento provinciale, l'architetto Angelo Formichella.

«Le scelte culturali della giunta del sindaco Roberto Cenni sono tutte rivolte all'identità e sull'ossessiva voglia di "passato". Il Pd invece, ha un'idea completamente opposta, la nostra città deve avere una cultura del tempo presente che sappia alimentare la città della produzione , con innovazione e creatività e il Metastasio e il Pecci devono essere i capisaldi di questa missione», attacca Formichella, convinto che per l'attuale giunta il museo sia quasi "un figlio illegittimo " visto, che «l'ampliamento si deve a Valdemaro Beccaglia, alla famiglia Pecci, promotrice del progetto e alla passata giunta di centro-sinistra che ne finanziò i lavori insieme alla Regione».

Secondo il Pd, lo stato in cui versa il Centro , praticamente abbandonato dall'attuale amministrazione comunale, impone una tempestiva riflessione per il futuro.

La prima proposta del Pd riguarda la revisione dell'organigramma, a partire dal consiglio di amministrazione, secondo una nuova modalità che favorisca il rapporto con la regione, che ha individuato nel Pecci il soggetto preposto al coordinamento delle attività legate alla contemporaneità in Toscana.

Lo stesso statuto del Museo, nel rispetto di alcune fondamentali scelte dei soci fondatori pubblici e privati, potrà essere rivisto in relazione alla nuova missione. Inoltre le future nomine del Museo dovranno attenersi a chiari principi di competenza, come la capacità di comprendere il contesto locale e la dimestichezza con il panorama artistico internazionale.

La seconda proposta riguarda l'attività del museo, confermando l'arte contemporanea come ruolo trainante, ma il nuovo Pecci dovrà operare con una maggiore interdisciplinarietà con architettura, design e audiovisivi.

«In questo più ampio spettro curatoriale sarà d'ausilio il nuovo edificio, articolato in uno spazio permanente e uno per mostre temporanee, ovvero in un sistema che consente di porre l'arte contemporanea in costante confronto con "altro", con quanto da questa, che rappresenta la sintesi, può discendere», continua l'architetto, convinto che la didattica debba assumere una più evidente centralità, adottando anche nuove metodologie, rivolgendosi a tutto il contesto regionale, mentre il patrimonio del Cid/Arti visive dovrà essere rivitalizzato e reso ancora più fruibile in sinergia con la biblioteca Lazzerini.

E infine, l'ultima proposta del Partito democratico riguarda l'ampliamento del museo, che merita di essere valorizzato già in corso d'opera.

La particolarità del nuovo progetto non può essere relegata al cantiere ma deve diventare oggetto di comunicazione e di rilancio.

Nel 2007 il progetto fu presentato al MAXXI di Roma, l'anno dopo la mostra su Maurice Nio a Prato.

«Ad oggi tutto tace. Tutto questo deve essere comunicato da ora sino all'inaugurazione, testimoniato con allestimenti negli appuntamenti internazionali d'arte, divulgato ai giovani facendo in modo che il progettista, perlomeno in Toscana, possa partecipare a conferenze universitarie e di settore - conclude Formichella -. Se, infatti, un "nuovo simbolo" per Prato, ancora una volta proveniente dal passato, (è stato rinvenuto nella statua della Filatrice di Lorenzo Bartolini, nd r), un altro, molto più grande che invece guarda al futuro, è in costruzione in città».

Riccardo Tempestini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web