Finanza
Degrado, rivolta dei commercianti di piazza Mercatale
«Noi continuiamo a investire ma nessuno si preoccupa della situazione». «Ci dobbiamo organizzare da soli per scoraggiare lo spaccio di droga notturno»
PRATO. Se dipendesse da loro, piazza Mercatale diventerebbe il salotto buono della città. Al contrario, il degrado urbano rappresentato soprattutto da fenomeni piuttosto diffusi di spaccio in strada, rischia di comprometterne l'immagine di spazio attrattivo per il tempo libero nel cuore del centro storico. Quanto basta per far alzare la voce, a chi, come commercianti, ristoratori e titolari di imprese varie, in tutti questi anni ha continuato a crederci investendo nella propria attività e ora rischia di vedere mandare all'aria i sacrifici di una vita. Con questa premessa, proprio sotto il loggiato di piazza Mercatale, ieri mattina ha preso corpo la protesta di un gruppo di imprenditori che lamentano l'incapacità dell'amministrazione di gestire il problema e chiedono più controlli. Avendo a che fare quotidianamente con gli spacciatori della piazza che il più delle volte si trasformano in vandali con conseguenze di ordine pubblico, i commercianti si guardano bene dal negare l'esistenza del problema, ma dicono anche che continuare a parlarne senza fare nulla può solamente peggiorare la situazione.
«I problemi esistono eccome, qui, come altrove - sottolinea Giuseppe Marinaccio della gelateria Il Lingotto - ma da come tutti ne parlano sembra che piazza Mercatale sia diventata il quartiere più degradato della città, quando si sa benissimo che la stessa situazione si presenta anche in modo più clamoroso in altre zone del centro e della periferia di Prato». La loro maggiore preoccupazione è legata al danno che potrebbero subire le proprie attività se aumentasse la percezione di insicurezza da parte dei cittadini, che abitualmente usufruiscono della piazza come area di ritrovo, ricca di locali, ristoranti e quant'altro. «Anziché parlarne male e basta - continua il gelatiere - l'amministrazione dovrebbe valorizzare questa spazio, cominciando a occuparsi dei problemi invece di scaricare tutto sulle nostre spalle. Per fare un esempio, ho dovuto allestire uno spazio dehors con possibilità di seduta sulle fioriere di mia proprietà, per avere il potere di mandar via chi si avvicina per dare fastidio a maggiore tutela della mia clientela e scoraggiare il traffico notturno degli spacciatori, rischiando spesso in prima persona. Non è la prima volta che subisco "dispetti" per aver mandato via questi individui». «Di solito noi chiudiamo prima di mezzanotte - aggiunge Paolo Bartolini della trattoria Lapo - ma il giorno seguente, all'apertura del ristorante, sotto il loggiato troviamo sempre tracce di urina e sporcizia che dobbiamo provvedere togliere». Gli imprenditori della zona presumono che gli individui di cui parlano siano spacciatori sulla base del "traffico" che avviene non solo sotto i loro occhi. «La maggior parte sono magrebini di cui conosciamo le facce, quasi sempre le stesse, ma ci sono anche degli italiani», sostengono. E' stanco di questa situazione anche Umberto Meoni del ristorante Tonio, che dopo aver investito nella recente ristrutturazione dello storico locale è preoccupato di perdere la sua clientela. «Sarò costretto ad assumere un buttafuori, e quindi accollarmi un ulteriore costo, per allontanare le persone che entrano per disturbare e provocare - afferma - L'ideale sarebbe un presidio di polizia in piazza, ma sarebbe sufficiente una volante fissa sul posto». Anche Sergio Fiaschi, dell'omonima pasticceria, è sceso sul piede di guerra. «Per evitare spiacevoli conseguenze ho smesso di vendere alcol dopo la mezzanotte - ammette - ma non mi piace che i miei clienti abbiano paura di entrare nel mio locale per quello che accade fuori come spesso mi fanno notare. Le forze dell'ordine, d'altra parte, fanno quello che possono, ma l'amministrazione dov'è? Basterebbe una pattuglia della municipale per trasmettere più sicurezza ai cittadini. Noi facciamo già la nostra parte, e continuando a investire dimostriamo di avere fiducia nel futuro: prima dell'estate aprirò un bar caffetteria interno al laboratorio e assumerò nuovo personale». Tra i commercianti di piazza Mercatale c'è anche il presidente della Confesercenti Alessandro Giacomelli, il quale promette: «Chiederemo più controlli, la legalità e la sicurezza vengono prima di tutto».
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