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Coltelli e tirapugni in strada denunciati tre ragazzini

MONTEMURLO. Metti un venerdì pomeriggio di marzo in via Mazzini, a Montemurlo. Un tranquillo quartiere di villette a schiera vicino al centro Ippico. Tre ragazzi che si ritrovano per passare il...

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MONTEMURLO. Metti un venerdì pomeriggio di marzo in via Mazzini, a Montemurlo.

Un tranquillo quartiere di villette a schiera vicino al centro Ippico. Tre ragazzi che si ritrovano per passare il pomeriggio insieme.

Tredici anni: un pomeriggio come tanti altri tra amici, magari tra compagni di classe. Studenti di terza media con qualche accenno di barba, una bicicletta al fianco e poco altro.

Venerdì pomeriggio, intorno alle 18,30, i carabinieri della Tenenza di Montemurlo sono stati richiamati in via Mazzini da una signora che stava assistendo, proprio davanti a casa, ad una vera e propria zuffa tra ragazzini tutti italiani. Un intervento di ordinaria routine, se non fosse stato che nella telefonata, accanto alla parola "ragazzini", la signora usava parole come "coltello" e "tirapugni".

I militari sono così arrivati sul posto, una strada di villette a schiera accanto al centro ippico, e hanno subito individuato i tre ragazzi.

Sentiti dai carabinieri, i tre ragazzini prima hanno fatto finta di niente, dichiarando di non essere in possesso di alcun tipo di arma. Poi però, grazie anche all'intervento dei genitori di uno dei tre, il coltello è spuntato fuori e così il tirapugni, che era stato precedentemente nascosto.

Giovani teppisti a Montemurlo, per gioco o per davvero: subito segnalati al Tribunale dei Minorenni per porto di armi e oggetti atti ad offendere. «E' la prima volta che sento una cosa del genere a Montemurlo - esordisce stupito il sindaco Mauro Lorenzini - e sinceramente non si può che essere preoccupati. Un episodio grave come questo, che per fortuna non ha avuto conseguenze serie, mi convince ancora una volta di più di quanto sia importante il ruolo della scuola e dell'istruzione ai giorni nostri e di quanto ancora dobbiamo fare per assicurare ai nostri figli un'educazione all'altezza della situazione. Spero che episodi del genere non accadino più - conclude Lorenzini - sarebbe molto grave per tutta la nostra comunità». Dei tre tredicenni coinvolti, solo uno abiterebbe in via Mazzini, mentre gli altri due vivrebbero con le famiglie a Oste e in un'altra zona di Montemurlo. Si sarebbero ritrovati in via Mazzini per passare un po' di tempo insieme ma la situazione avrebbe preso una piega del tutto inaspettata. Che fosse un gioco o una cosa seria, l'unica cosa certa è che due di loro non avranno più la fedina penale immacolata.

Alessandro Pattume

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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