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Prato-Signa, nell’inchiesta coinvolto un avvocato pratese
La Guardia di Finanza ha effettuato una serie di perquisizioni, acquisendo atti, presso gli uffici romani dell'amministratore delegato del Fondo per le infrastrutture F2I Vito Gamberale,
PRATO. La Guardia di Finanza ha effettuato una serie di perquisizioni, acquisendo atti, presso gli uffici romani dell'amministratore delegato del Fondo per le infrastrutture F2I Vito Gamberale, ex presidente di Autostrade, e in quelli fiorentini dell'ex assessore regionale ai Trasporti della Toscana, Riccardo Conti (Pd) membro del cda di F2i . Nell'inchiesta sarebbero coinvolte diverse persone e anche un avvocato di Prato. Un’inchiesta che dalla procura fiorentina è arrivata a Milano coinvolgendo l’ex presidente di autostrade per l'acquisto delle quote della società che gestisce gli aeroporti di Milano (Sea), di cui in un'intercettazione si diceva sicuro, e la costruzione della bretella toscana Prato-Signa, mai fatta ma per la quale la Regione ha tirato fuori quasi 30 milioni.
L’inchiesta ha avuto un’accellerazione a causa delle anticipazione del settimanale 'L'Espressò - in cui si scrive di una telefonata intercettata a luglio scorso tra Gamberale e una persona «in ottimi rapporti con il vertice nazionale del Pd», relativa al bando di gara del comune di Milano per la vendita della Sea. I pm di Firenze, che quella telefonata hanno girato ai colleghi milanesi dopo averla intercettata nell'ambito dell'inchiesta sulla bretella autostradale mai realizzata, hanno immediatamente disposto una perquisizione e un'acquisizione di documenti negli uffici della F2i a Roma ma anche nei confronti di Conti e di altri soggetti. Al centro dell’indagine fiorentina ci sono 29 milioni di euro assegnati dalla regione Toscana per il raccordo autostradale Prato-Lastra a Signa alla Società infrastrutture toscane (Sit) e spariti nel nulla. Della Sit hanno quote, tra l'altro, l'ex Bpt di Riccardo Fusi - coinvolto nell'inchiesta sui grandi appalti - e il consorzio Etruria.
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