Il dolore
Maxi-evasione contestata al negoziante
La Finanza accusa il titolare di Marty di aver nascosto ricavi per 7,5 milioni prima di mettere la società in liquidazione
PRATO. Batteva gli scontrini ma la sua società si dimenticava di fare le dichiarazioni dei redditi, Iva e Irap. Questa l’accusa mossa dalla Compagnia della guardia di finanza a un noto commerciante pratese, cui le Fiamme gialle contestano di aver evaso 7 milioni e mezzo di euro in tre anni, dal 2008 al 2010.
Si tratta di Furio Vinattieri, 64 anni, amministratore e gestore del negozio di abbigliamento Marty, che fino a un paio di anni fa era in via Garibaldi, nei locali ora occupati dalla Libreria Feltrinelli, e poi si è spostato in via Fratelli da Maiano. La presunta evasione fiscale riguarda comunque la vecchia attività, che faceva capo alla società S.a.s. srl, ora in liquidazione, mentre il nuovo “concept store” inaugurato un paio di anni fa alla presenza di tutta la Prato che conta, è gestito sempre da Vinattieri ma attraverso la Orange srl, che non è coinvolta nelle contestazioni della Finanza.
Non era un negozio come tanti altri, il Marty di via Garibaldi. Lì i clienti erano disposti a spendere più che altrove per portarsi a casa capi griffati, e secondo la Finanza erano rassicurati dalla regolare emissione di scontrini fiscali.
Le grane per il titolare sono cominciate quando ha deciso di mettere in liquidazione la società e spostarsi in via Fratelli da Maiano. I finanzieri hanno voluto verificare se la società messa in liquidazione era a posto con le pendenze fiscali e hanno scoperto, così spiegano in un comunicato stampa, che la società non aveva presentato le dichiarazioni dei redditi, di Iva e Irap per gli anni 2008, 2009 e 2010, «sottraendo al fisco 7 milioni e mezzo di euro».
Si tratta della somma dei ricavi: su questa cifra il commerciante avrebbe poi dovuto pagare qualche milione di tasse, ma non 7,5 milioni.
«Subito dopo - aggiunge la Finanza - la società è stata inaspettatamente posta in liquidazione». E al liquidatore è stata contestata anche la mancata documentazione di alcune scelte aziendali (plusvalenze, finanziamenti e cessioni di ramo di azienda).
Non è solo una questione fiscale. Secondo la Finanza l’Iva non versata negli anni 2009 e 2010 supera il limite che fa scattare il procedimento penale per “omessa dichiarazione” e per questo è stata fatta anche una segnalazione alla Procura.
Ora il presunto evasore se la dovrà vedere con l’Agenzia delle entrate, che è chiamata a valutare le contestazioni della Finanza e recuperare se possibile quanto dovuto all’erario. E’ uno dei casi più eclatanti di evasione contestati negli ultimi tempi, ma a quanto sembra, se davvero il commerciante ha evaso le tasse, non si è spogliato dei propri beni per sottrarli al fisco. Qualche bene è rimasto intestato a Vinattieri e se sarà necessario la Procura potrà disporre il cosiddetto sequestro di beni “per equivalente”, come la Finanza ha già proposto.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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