Italia
Giovane operaio arrestato per violenza e sequestro
L’accusa: avrebbe abusato di una ragazza conosciuta durante una cena Lui nega tutto e giura di non aver costretto l’amica a un rapporto sessuale
PRATO. Lei sostiene di essere stata sequestrata e violentata, ma non ha sporto denuncia contro il suo presunto aggressore. Lui nega tutto, giura di non aver abusato dell’amica appena conosciuta, ma è stato messo agli arresti domiciliari.
Lui è un operaio pratese di 22 anni, che giovedì si è visto notificare un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per accuse gravissime, violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali.
Ieri è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia e poi è stato riportato nella sua abitazione dagli agenti della squadra mobile.
L’inchiesta è condotta dal procuratore capo Piero Tony, che nei giorni scorsi aveva interrogato l’indagato alla presenza del suo difensore, l’avvocato fiorentino Mattia Alfano. In quell’occasione il giovane operaio pratese, un colosso di quasi due metri, fisico atletico e capelli corti, è stato sentito nella veste di semplice indagato e ha ribadito la sua versione. Ma agli atti dell’inchiesta c’è ovviamente anche la versione della presunta parte lesa, che racconta un’altra storia.
Secondo quanto ipotizzato dalla Procura, la presunta violenza si sarebbe consumata la scorsa estate nell’abitazione dell’operaio. Una festa tra amici, che cenano e poi tirano tardi. Lui conosce la ragazza in quell’occasione e scatta qualcosa, i due restano soli in una stanza. Lui le avrebbe impedito di uscire e l’avrebbe costretta a un rapporto sessuale contro la sua volontà.
Ma la ragazza, maggiorenne, quasi coetanea dell’indagato, non lo ha subito denunciato. Si è invece confidata con un’amica, che a sua volta ne ha parlato con un insegnante, che infine si è rivolto alle forze dell’ordine. E trattandosi di quei reati, l’inchiesta è partita d’ufficio.
Il fascicolo è estremamente delicato e anche per questo se n’è voluto occupare in prima persona il procuratore capo Piero Tony, cosa che non accade molto spesso. E’ stata ascoltata la versione della ragazza e poi, nell’ufficio al terzo piano del Palazzo di giustizia, anche quella, diametralmente opposta, dell’indagato.
Probabilmente il giovane pensava di aver chiarito la sua posizione, ma la Procura ha ritenuto che ci fossero gli estremi per chiedere e ottenere l’ordinanza di custodia. L’avvocato difensore farà ricorso al Tribunale del riesame.
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