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il processo

«Lei non sa chi sono io» Cade l’accusa di resistenza

PRATO. Rischiava una condanna per resistenza a pubblico ufficiale con uso di minacce, per aver millantato la conoscenza del sindaco Cenni, ma il reato è stato dichiarato estinto, grazie a un congruo...

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PRATO. Rischiava una condanna per resistenza a pubblico ufficiale con uso di minacce, per aver millantato la conoscenza del sindaco Cenni, ma il reato è stato dichiarato estinto, grazie a un congruo risarcimento (circa 3.000 euro) a due agenti di polizia.

Sul banco degli imputati, davanti al giudice monocratico, è comparso mercoledì un ventenne pratese, difeso dall’avvocato Alberto Rocca, che era accusato di aver risposto in malo modo a due poliziotti che lo controllavano.

«Voi non sapete chi sono io - questo il tenore della sua dichiarazione - Conosco il sindaco, ora lo chiamo e sistemiamo la cosa». Per questo il giovane fu denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e rischiava di vedersi macchiare la fedina penale con un reato che poteva precludergli anche qualche opportunità di lavoro.

Ma il giudice ha accolto la tesi della difesa e ha derubricato il reato da resistenza a oltraggio.

Avendo poi l’imputato risarcito i poliziotti e il Ministero dell’Interno, il giudice ha dichiarato estinto il reato e il processo si è chiuso senza una condanna.

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